pagliaccio

Ridi, pagliaccio…in grado di “bruciare” anzitempo la candidatura di Giuliano Amato al Colle, per la risonanza indecente e narcotizzante che tuttora ti assicura il circo mass-mediatico a schiena non propriamente dritta! ma non eri un pregiudicato? ah, dimenticavo, per premio sei stato elevato al rango di padre costituente (mi perdonerai le minuscole) dallo statista-al cono-gelato oggi al potere; ottimista per definizione, quest’ultimo, nonostante la più grave crisi occupazionale che il nostro paese stia conoscendo da decenni e decenni a questa parte (vedi editoriale odierno sul quotidiano La Stampa di Luca Ricolfi). Ridi, pagliaccio, perché osservi  le difficoltà crescenti di Grlllo, cui non si addebiterà mai abbastanza l’aver come si suol dire “congelato” milioni di voti ottenuti nelle politiche del 2013 (non si risolvono i problemi di una società complessa con i “vaffa” e basta; scomunicando la tivù nostrana salvo poi non disdegnarla di persona, alle europee, con ammirevole coerenza…ospite di Vespa, nell’occasione capace di sfoderare una professionalità anglosassone, al posto della solita cerimoniosità pelosa).  Promettimi solo, o “Unto del Signore” dal sempiterno sorriso, che non sottovaluterai l’altro Matteo, con la passione per le periferie; dove si reca in felpa a pescare voti su voti (come le regionali recenti hanno dimostrato). Ma no, che dico, rimani un maestro della comunicazione, tu, superfluo farti la lezione! continuerai a galleggiare, a voler essere avari…Povera patria, cantava Franco Battiato anni addietro.

 

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