Falcone

A maggior ragione non si deve dimenticare oggi la strage di Capaci del 23 maggio 1992. Il sacrificio di Giovanni Falcone, della moglie e della sua scorta è scolpito infatti nel cuore degli onesti. Dico a maggior ragione, oggi, in quanto il livello di corruzione del Belpaese ha raggiunto livelli intollerabili (o, se si vuole, più palesi di ieri); per tacere del fratello ucciso dalla mafia del Presidente della Repubblica eletto da pochi mesi. Su chi si è sentito offeso per non essere stato debitamente consultato in merito alla scelta caduta su Sergio Mattarella per carità, meglio stendere un velo pietoso. Pietoso a ben guardare non verso di lui, bensì in direzione del nostro paese ferito a morte da troppe stragi impunite con tanto di atroce dileggio nei confronti dei parenti delle vittime (Piazza Fontana docet , riferendosi al pagamento delle spese processuali a loro carico). Ma Leibniz, celebre filosofo tedesco forse reincarnato nel nostro attuale Presidente del Consiglio, continua a proclamare che viviamo nel migliore dei mondi possibili…sarà. Fermiamoci qui. Torniamo a te, Giovanni; cui rivolgersi familiarmente con affetto vivo e profondo e la coscienza di un debito inestinguibile da noi contratto a fronte del tuo Servizio.

2 Responses to “”

  1. Fiorella D'Ambrosio ha detto:

    “La mafia e’un fatto umano e, come tutti i fatti umani, ha un inizio e avrà anche una fine…”(Giovanni Falcone, in un’intervista). A 23 anni dalla strage di Capaci -a parte le manifestazioni celebrative- qual e’ stato l’impegno delle Istituzioni nella lotta civile e culturale per la legalità nel nostro Belpaese, anzi “il miglior mondo possibile”, per dirla con un “panglossismo” oggi così di moda?… Un caro saluto ,Andrea. Fiorella

  2. andreamariotti ha detto:

    Questo tuo condivisibile commento, Fiorella, racchiude una domanda retorica. Giustamente retorica, considerando la risposta che bisognerebbe dare, in merito. Un caro saluto

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