Beethoven

Devo alla Radio Svizzera Classica un ascolto più profondo di una partitura beethoveniana se vogliamo non conosciuta (almeno per quanto mi riguarda) al pari di tanti capolavori del genio di Bonn. Mi riferisco al Triplo Concerto per piano, violino e violoncello Op.56, scritto tra il 1803 e il 1804, dunque in coincidenza con la Terza Sinfonia (“Eroica”) e la Sonata “Waldstein”. Di esso mi permetto di segnalare soprattutto il terzo movimento, uno stupendo, irresistibile Rondo alla polacca. Giustamente Beethoven pretende di essere ascoltato con grande attenzione anche nel caso di partiture non famosissime, avendo in serbo tesori di inaudita bellezza…Beethoven nostro compagno di viaggio. Che l’Europa mostri in minima parte d’esser degna di quell’Inno di cui ha voluto fregiarsi, mi viene in mente!

2 commenti su “

  1. Fiorella D'Ambrosio

    Riascoltare, oggi, il Rondo’ alla polacca – terzo movimento del Grande Concerto in do maggiore per pianoforte,violino e violoncello piu’noto come Triplo Concerto op.56 di Ludwig van Beethoven – e’ stato per me motivo di grande emozione, come in passato. Una pagina leggera, un po’salottiera, come e’ stata definita dai più, ma ricca di armonia, equilibrio e genialità espressiva, tratti distintivi di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi. Grazie, Andrea, per la tua dotta e stimolante segnalazione. Un caro saluto. Fiorella

  2. andreamariotti Autore articolo

    Mi fa particolarmente piacere venire a conoscenza di quanto mi scrivi, Fiorella, e sicuramente hai ragione, non trattandosi riguardo al citato Concerto di una di quelle partiture ineludibili di Beethoven. Ma quale brillantezza e forza espressiva! grato per il tuo commento ti saluto caramente

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