Immag003 Salve a tutti. Non potevo non presentare oggi una mia breve lirica dedicata al mese appena iniziato (compresa nella prima silloge da me pubblicata) :

MAGGIO

ombroso raggio
avevi in tasca
con le bufere di lana
vergine

pruriginoso agnello,
presente l’aquila
sei diventato saggio,
un secolare faggio

Andrea Mariotti, poesia del 1995, poi inclusa in Lungo il crinale, 1998, Bastogi Editrice Italiana.

4 commenti su “

  1. Angiolina Bosco

    Caro Andrea,
    l’incipit e la chiusura sono, a mio parere, segno di grande armonia e di grande poesia: “ombroso raggio”, e “sei diventato saggio, un secolare faggio”.
    Da quanto posso leggere è come se tu con il mese di maggio, in primavera, possa riuscire a superare momenti tristi e negativi per accogliere di nuovo completamente la voglia di vita. E la saggezza che ti caratterizza torna a manifestarsi aperta ad ogni prospettiva…
    Con tanta stima Angiolina

  2. andreamariotti Autore articolo

    Grazie per il tuo commento, cara Angiolina, per una poesia che un anno prima di far parte della mia prima silloge, venne antologizzata in Galleria, rivista culturale siciliana diretta fino al 1989 da Leonardo Sciascia. Mi è piaciuto presentarla oggi nell’angosciosa trepidazione di ogni persona di buon senso di fronte all’immane disastro ecologico del Golfo del Messico (ho letto ieri sulla Stampa che ci vorranno cinquant’anni per una seria ripresa dell’ecosistema aggredito, a parte la super-tecnologia di Obama…). Un abbraccio. Andrea

  3. maria rizzi

    Un’acquerello di altissimo spessore lirico e stilistico, mio caro amico, questa poesia lieve come carezza e intensa come un abbraccio. Il gioco di rime è di rara pregevolezza e l’idea del faggio che s’erge fiero è luminosa come la serenità che, probabilmente, illumina i tuoi giorni e i tuoi progetti. Grazie. Sai viaggiare su tutti i registri. Ti stringo forte.

  4. andreamariotti Autore articolo

    Grazie per le tue parole, Maria. Spontaneo è stato il mio gesto, dopo il Primo Maggio, di presentare questa lirica scritta nel 1995 ma, a quanto pare, tuttora vibrante e rasserenante…e così, il “pruriginoso agnello” dall’incerta, pasquale primavera partorito, diventa un possente faggio: in tempi di vita liquida come quelli odierni, un piccolo dono per il lettore. Un abbraccio. Andrea

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