Mattorre

In data odierna, presso la Sala del Mosaico annessa alla chiesa di San Bartolomeo (Isola Tiberina, Roma), presentazione della silloge di Adriana Mattorre dal titolo Avvolta nel mio respiro (Nuove Edizioni Barbaro di Caterina Di Pietro). Propongo qui, della poetessa, il suo  scritto di saluto al pubblico assieme ad una lirica scelta dalla suddetta raccolta (ampie notizie sulla Rete):

 

UN PENSIERO PER VOI

 

Anche il momento storico giova alla presentazione di questo mio libro, infatti un leggero vento di simpatia comune verso i disabili illumina la notte dei diritti negati.

Della mia nuova opera in versi, “Avvolta nel mio respiro”, posso dire che all’origine della mia poetica è l’oppressione dell’handicap che spezza lo sguardo verso gli altri, che determina l’incapacità di guardare al futuro.

Silenziosamente rimango con me stessa.

Ma abbandono i muti pensieri funebri, mi rinnovo guardando alle speranze di opportunità, dialogo con il mondo e con la natura, suscitando freschi sospiri di sollievo per l’anima e la mia poetica evolve in libertà e leggere emozioni.

Essere stati testimoni della mia diversa visione del sospirato futuro, sollecita ad investire anche nei disabili.

Vorrei concludere con un umile pensiero al popolo dei profughi, rinnegati dalla civiltà moderna.

Livore e dura repressione dominano i violenti pensieri dell’oltraggiosa umanità mondiale. Siamo tutti uguali. Domani potrebbe accadere pure a noi.

Infine solo un ringraziamento a tutti voi che mi avete accolto tra le vostre letture.

Adriana Mattorre

 

Roma 10 Aprile 2016

 

PROVO TIMORE

 

Provo timore a essere felice

oltre la diversità

Posso esacerbare un sogno

diventare portatrice

di rispetto e di felicità

 

(poesia di Adriana Mattorre)

 

 

 

 

 

 

 

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