Khaos 5

Österplana 65

Leggo che in una cava in Svezia hanno identificato un frammento di un asteroide che, a seguito di uno scontro con un altro più grande, è caduto sulla terra circa 470 milioni di anni fa. Lo scontro è avvenuto nella fascia tra Marte e Giove, a centinaia di milioni di chilometri di distanza dalla Terra. Eppure, un frammento di quelli caduti sulla Terra (quello trovato è di 10-15 centimetri), sembra essere l’origine della vita, questo non perché veniamo dagli alieni, ma perché si è verificata la condizione giusta perché elementi e ambiente interagissero in un modo specifico. Sì, se ne parla da anni ormai, siamo figli dell’universo, la vita si è formata da una collisione tra asteroidi, questione di fisica e di chimica, insomma. E per arrivare al disastro di cui siamo autori e testimoni, ci sono voluti 470 milioni di anni… quanta pazienza, quanta fatica, quanto lavoro c’è voluto per creare l’ambiente ideale per l’uomo, piccola creatura che ha sì e no 500 mila anni di età, 12 mila anni di storia, 2 o 3 millenni di disastri, e qualche secolo di sistematica, tenace e insistente aggressione al proprio ambiente. A seguito di questa notizia, posso quindi fare diverse considerazioni: 1. 470 milioni di anni sono nulla per l’eternità, che sarà mai una manciata di millenni di storia dell’umanità? 2. Se per creare questa meravigliosa macchina che è la vita ci sono voluti 470 milioni di anni, quanti secoli basteranno, all’uomo, per distruggerla? 3. Esiste, oltre che sulla Terra, qualche forma di vita? Forse, ma pensiamo: quanti milioni di anni ci sono voluti per farla? Quanti altri pianeti hanno condizioni simili alla terra per favorirne la formazione? Ogni quanti miliardi di anni si può ripetere la stessa combinazione di eventi (collisione di asteroidi e caduta di frammenti di caratteristiche tali da permetterlo)? E rispondo, da osservatore: 1. La durata della vita umana sulla terra è a termine, forse qualche centinaio di millenni, minuto più minuto meno… un battito di palpebre per l’Universo… 2. L’uomo si sta impegnando a dovere per rendere il biosistema invivibile. Di questo passo, la sua distruzione, è questione di decenni… ma anche se si diventa, per assurdo, tutti ecologisti ed ecologici, potremo durare un po’ di più, ma sempre di decenni si tratta… ci sono voluti miliardi di anni per creare le condizioni perché due asteroidi si scontrassero al punto giusto, ci sono voluto 470 milioni di anni per arrivare fin qui… e poi arriva un idiota qualunque che lancia una bomba, o una banda di incivili che insudiciano il mare e il cielo… e tutto finisce. Neanche il battito di ciglia dell’Universo, basta un pensiero fuggente. 3. Certo che può esistere vita nell’Universo oltre che sulla Terra, ma si devono creare le condizioni, e ci vogliono miliardi di anni, poi occorre aspettare che si sviluppi, quindi altri milioni di anni… poi, per poterla incontrare, occorre che, tra le centinaia di milioni di stelle, si sviluppi in un pianeta che abbia caratteristiche simili alla terra, che non sia lontano migliaia di anni luce, e che abbia sviluppato la vita allo stesso tempo che la Terra… infine occorre il teletrasporto per andare a vedere se è così. Concludo: l’epopea della vita è partita da due asteroidi che si sono scontrati e finirà per l’irresponsabilità del suo prodotto ultimo, cioè l’umanità. Ora è tutto chiaro: se la vita nasce da uno scontro tra due sassi che orbitano a caso e se noi siamo fatti a somiglianza del Padre, è ovvio che siamo portatori di altri scontri… e l’umanità, ahimè, non potrà mai essere pacifica…

 

Claudio Fiorentini

 

P.S. la foto riguarda un dipinto dell’autore dal titolo Khaos 5 (a.m.)

 

4 commenti su “

  1. claudio fiorentini

    Grazie, Andrea, per ospitarmi di nuovo nel tuo prestigioso blog. E aggiungo, anche se la scienza ci insegna che la vita nasce da una collisione (forse per questo l’umanità è in costante modalità d’urto), a volte c’è spazio anche per l’incontro, che non deve essere solo materia teorica per intellettuali e artisti, ma trasformazione della dinamica originatrice della vita, attenuazione dell’onda d’urto, volontà di migliorare l’umanità e, con essa, il mondo…
    Claudio

  2. Franco Campegiani

    Carissimo Andrea, rispondo alla brillante provocazione di Claudio con una citazione da Hubert Reeves: “L’uomo è la specie più folle: venera un Dio invisibile e distrugge una Natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando”. Non sono un panteista e conosco la differenza tra Creatore e creatura, tuttavia penso che il creato porti in sé l’immagine nascosta del suo Creatore, per cui basterebbe rispettare la natura per rispettare Lui, e viceversa. A mio parere, non soltanto l’uomo, ma il creato intero è stato fatto a immagine e somiglianza del Sommo. All’uomo, in più, è stata data la facoltà di ripudiare questo suo stampo archetipo, ma il male che egli fa gli si ritorce contro. La natura si rigenera: che cosa sono mille anni per un pianeta che dura dieci miliardi di anni? Nulla, mentre al genere umano bastano trent’anni per uscire di scena. Questo è l’homo sapiens sapiens (pardon: stupidus stupidus stupidus). Diceva Eraclito che la guerra (polemos) è madre di tutte le cose. Lui però pensava all’armonia dei contrari, secondo cui Ordine e Caos sono l’uno nell’altro. Ben diversa è la guerra scatenata dal Principe dei Tre Regni, diventato un Diavolo, con fini radicalmente distruttivi! Ringrazio te, Andrea, e attraverso di te ringrazio Claudio, per questa sollecitazione importante, condotta tra il serio ed il faceto.
    Franco Campegiani

  3. andreamariotti Autore articolo

    E’ stato un piacere, Claudio, proporre il tuo stimolante scritto all’attenzione dei visitatori del blog. E devo dire che ho apprezzato questo tuo commento così consapevole e condivisibile.
    Andrea

  4. andreamariotti Autore articolo

    Grazie a te, carissimo Franco, per essere intervenuto peraltro con una citazione profondamente condivisibile (non credevo ai miei occhi, oggi, nell’osservare sul sito di Repubblica il grafico del nostro pianeta in relazione al processo di riscaldamento dall’inizio del secolo scorso…ebbene, da metà degli anni Novanta in modo direi prepotente si poteva visualizzare una colorazione sempre più rossa a livello globale, coi ghiacciai che di qui a poco saranno un flautus vocis). Un cordiale e amichevole saluto

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