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Nel decennale della scomparsa di Oriana Fallaci, mi piace ricordare la grande scrittrice e giornalista attraverso queste sue parole (am):

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.

 

Oriana Fallaci  (http://www.mondi.it/almanacco/)

 

 

6 Responses to “”

  1. Francesco ha detto:

    Grazie Andrea per ricordare in modo singolare una grande voce del giornalismo del XX secolo.

    Un caro saluto

  2. monica martinelli ha detto:

    Parole molto vere e condivisibili le sue!
    Proprio nei giorni scorsi stavo rileggendo il libro La rabbia e l’orgoglio, e ne assaporavo la coerenza e il pathos linguistici, nonchè la condivisione di alcune considerazioni sulla politica e la società e sui cambiamenti e la degenerazione culturale, politica ed economica dell’occidente

  3. Fiorella D'Ambrosio ha detto:

    Le parole di Oriana Fallaci così fortemente comunicative nella loro concretezza e immediatezza, mi riconducono, Andrea, per quanto riguarda il dolore dell’anima, a “l’impietrito soffrire senza nome” di Eugenio Montale e ancor prima al “a me la vita e’ male” di Giacomo Leopardi. E mi chiedo: può l’umana sofferenza trovare lenimento nella universale condivisione del dolore tra gli uomini? Un caro saluto.

  4. andreamariotti ha detto:

    Sì, Francesco, nel decennale della scomparsa della grande Fiorentina è tutta una pletora di sicofanti dell’ultimo momento mobilitati a celebrare la vis profetica (a suo tempo ampiamente dileggiata) di chi conosceva gli uomini e il mondo e stava da sempre a testa alta. Anche a te un caro saluto

  5. andreamariotti ha detto:

    E’ così, Monica, in quanto scrive la Fallaci si trova quasi immancabilmente (a voler essere intellettualmente onesti) l’intelligenza del cuore e il cuore dell’intelligenza; non volendo essere questo da parte mia un gioco di parole bensì un’espressione della stima profonda che da decenni nutro nei confronti di Oriana Fallaci. Un caro saluto

  6. andreamariotti ha detto:

    Come non pensare, Fiorella, a fronte di quanto ti chiedi, ai toccanti e indimenticabili versi della leopardiana Ginestra?…”…ed ordinata in pria/ l’umana compagnia,/ tutti fra se confederati estima/ gli uomini, e tutti abbraccia/ con vero amor…(128-32). Un caro saluto

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