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A distanza di un mese dal tragico sisma del Centro Italia, vorrei tornare soltanto per un attimo sopra la delirante “satira” di Charlie Hebdo sulle vittime al sugo rimaste sotto le macerie per “colpa della mafia” (a correggere il tiro da parte del settimanale francese a fronte dell’immediato sdegno in parecchi suscitato per le nauseabonde vignette). Il tweet di Nicola Zingaretti “Voi siete liberi di fare le vignette che volete io sono libero di dire vergognatevi” (da me stigmatizzato nel modo seguente -sempre via Twitter- “Fuorviante il garantismo di tale enunciato: giacché questa non è libertà di satira ma grave infamia, senza pietas alcuna”), a distanza di tempo continua a non andarmi giù; in quanto esso veramente esprime a parer mio quel compiacente relativismo culturale per cui sembrerebbe lecito tutto a tutti (in virtù di una astratta, assolutistica idea della libertà secondo arbitrio). Lo scritto di Andrea Bucci apparso sul numero 64 della rivista letteraria I Fiori del Male (maggio-agosto 2016) a proposito del fondamentale saggio di John Stuart Mill On Liberty ci rammenta bene che, per questo importante padre del liberalismo, “In primo piano non possono che esservi le libertà sociali”; ragion per cui ecco “il limite dell’agire umano nell’atteggiamento lesivo nei confronti degli altri”. Sicché, tornando alle tante vittime del sisma delle prime ore del 24 agosto scorso, occorre asseverare che i morti non si offendono (se proprio non si riesce a provare un minimo di rispetto)… ricordo intense liriche di David Maria Turoldo in merito al succitato “relativismo” foriero di tanti mali del nostro squinternato tempo! sia lieve la terra a coloro che non ci sono più in seguito al terremoto del mese scorso; e solidarietà durevole per quanti hanno perduto affetti, casa, lavoro, fiducia nel domani.

 

Andrea Mariotti

 

2 Responses to “”

  1. Franco Campegiani ha detto:

    Carissimo Andrea, è proprio così: “i morti non si offendono”. Chi lo fa, è come li uccidesse una seconda volta. Ah, il libero arbitrio! Quando capiremo che c’è un libero arbitrio di non approfittare del libero arbitrio, solo allora saremo realmente liberi. Un caro saluto.
    Franco Campegiani

  2. andreamariotti ha detto:

    Ben detto, carissimo Franco, a proposito del libero arbitrio! ma, naturalmente, sappiamo bene trattarsi di un’utopia, considerando la preoccupante, attuale regressione sul piano antropologico dell’Occidente (e qui non può non venire in mente Oswald Spengler); con questi decorticati vignettisti di Charlie Hebdo che con i Lumi e Voltaire fanno a pugni, tanto per essere chiari. No, qui abbiamo smarrito il senso e il buon senso delle cose (la misura da quel dì!) e non mi pare di scorgere strategie di un certo respiro atte a fronteggiare la crisi sempre più profonda del nostro modello di civiltà. Un caro saluto anche da parte mia, Franco

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