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Nei “Mammut Gold” l’edizione integrale dello “Zibaldone” diretta da Lucio Felici.
Roma, Newton Compton, 2016, pp. 1240, euro 9,90.

 

Dopo la riedizione del volume Tutte le poesie e tutte le prose di Giacomo Leopardi (febbraio 2016), la Newton Compton ripresenta ora (settembre 2016), in un volume separato e rilegato dei “Mammut Gold”, l’intero Zibaldone con aggiornamenti bibliografici essenziali.
Il testo riprodotto è quello dell’edizione critica di Giuseppe Pacella (Milano, Garzanti, 1991, 3 voll.), ricontrollato sul cd-rom della Lexis Progetti Editoriali a cura di Lucio Felici (Giacomo Leopardi, Tutte le opere, 1998).

Le pagine introduttive sono firmate da Felici (Presentazione dell’Opera omnia di Leopardi nei Mammut della Newton; Cronologia della vita e delle opere, Guida bibliografica) e da Emanuele Trevi (Leopardi prosatore e Premessa allo Zibaldone).

In chiusura due strumenti indispensabili all’uso dell’ “immenso scartafaccio”: gli Indici filologici di Marco Dondero e l’ Indice tematico e analitico di Marco Dondero e Wanda Marra.

 

Dalla quarta di copertina

 

Specchio di una straordinaria esperienza umana e intellettuale, lo Zibaldone è la chiave di lettura insostituibile di tutta l’opera leopardiana; ma è anche un testo autonomo, che si offre alle indagini più disparate. “Diario meramente interno e mentale”, libro “unico probabilmente in tutte le letterature”, come ebbe a definirlo Gianfranco Contini, questo sterminato laboratorio (4526 pagine autografe) è il luogo in cui convergono, tra l’estate del 1817 e l’inverno del 1832, sondaggi introspettivi, capitoli di diario, meditazioni filosofiche di folgorante genialità, frammenti di compiuta poesia, riflessioni sociali e politiche, note filologiche, analisi di testi antichi e moderni. Con la scoperta postuma dello Zibaldone, Leopardi è entrato nel circuito delle grandi correnti del pensiero moderno, collocandosi tra sommi protagonisti (che lo ammirarono) come Schopenhauer, Nietzsche e Benjamin.

LUCIO FELICI ha presieduto, dal 2007 al 2014, il Comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, di cui è tuttora membro. I suoi studi su Leopardi sono raccolti in tre volumi: L’Olimpo abbandonato. Leopardi tra “favole antiche” e “disperati affetti” (Venezia, Marsilio, 2005), La luna nel cortile. Capitoli leopardiani (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2006) e L’italianità di Leopardi e altre pagine leopardiane (Lucca, Maria Pacini Fazzi Editore, 2015, con una presentazione di Luigi Blasucci). Si è inoltre occupato, con edizioni e saggi, di vari autori della letteratura italiana, principalmente dell’Otto e del Novecento. Gli sono stati conferiti i premi “La Ginestra” (Torre del Greco, 2009) e “Giacomo Leopardi” (Recanati, 2012).

EMANUELE TREVI, critico letterario e scrittore, vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1964. Ha pubblicato romanzi e saggi, collabora con numerose testate giornalistiche e radiofoniche. Tra le sue opere, il saggio Istruzioni per l’uso del lupo e i romanzi Qualcosa di scritto, finalista al Premio Strega 2012, e Il popolo di legno. Ha curato Gargantua e Pantagruele di Rabelais, Il piccolo principe di Saint-Exupéry e le opere in prosa di Leopardi, raccolte nel volume Tutte le poesie e tutte le prose.

 

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