BREVISSIMA LETTERA  A  JOHANNES  BRAHMS

 

 

Caro Johannes, è la prima volta che ti scrivo (dopo essermi rivolto l’anno passato a Franz Joseph Haydn). Per ringraziarti di cuore riguardo alla nascita di alcuni miei versi finiti qualche ora fa. Già nel 2012 un mio sonetto vide la luce sotto l’egida del tuo altissimo Quintetto op. 34 ascoltato con dedizione; ed ecco ripetersi in questi giorni la storia, alludendo alla tua celebre Sonata op.108 per violino e pianoforte d’indicibile spessore, pura e appassionata. Non amo d’istinto la tua musica, Johannes, eppure non posso non registrare la spinta che essa suscita in me allorché cerco di elevarmi verso la Bellezza. Tu comprenderai, spero: viviamo un tempo liquido e complicato che non si confà alla meditazione di una musica qual è la tua, coltissima e stratificata… ma giorni addietro come una ventata, rileggendo L’uomo che non credeva in Dio di Eugenio Scalfari; giacché l’autore ricorda la suddetta Sonata in merito alle partiture per lui indimenticabili. Così mi hai preso a braccetto, Johannes, vegliando -ne sono certo- sui miei versi in progress. Ho la netta impressione che d’ora in poi sarò più costante nell’ascolto della tua musica, spirito magno!

 

Andrea Mariotti

 

 

4 Responses to “”

  1. Fiorella D'Ambrosio ha detto:

    Suggestiva -Andrea- questa tua “lettera aperta” a Johannes Brahms, compositore tedesco di grande raffinatezza, rigeneratore dei modelli classici contro la scuola del modernismo romantico ( Listz- Wagner).Ho riascoltato con emozione la Sonata op.108 in re minore per violino e pianoforte, autentico capolavoro nell’ambito della musica cameristica, produzione mai tralasciata dal grande amburghese.Arte tutta interiorità quella di Brahms, grandiosa nelle sue solide costruzioni sinfoniche e ricca di intensità poetica. In omaggio a Brahms suonerò oggi al pianoforte le tre Danze ungheresi (n.5,6,7) con cui mi esibii -a suo tempo- in un saggio musicale. Un caro saluto.

  2. Francesco ha detto:

    Caro Andrea ho seguito il tuo suggerimento di ascoltare la Sonata op.108 per violino e pianoforte di Brahms. Una musica che scava in profondità per far vibrare ogni nostra corda emozionale, in modo che una emozione latente emerge con tutta la sua energia. Un effetto sensazionale!
    Buona Domenica
    Francesco

  3. andreamariotti ha detto:

    Ti ringrazio per questo bellissimo commento, Fiorella, ben contento della tua decisione di suonare le tre Danze Ungheresi cui hai fatto cenno. Un affettuoso saluto

  4. andreamariotti ha detto:

    E’ così in effetti caro Francesco: l’altra famosa Sonata per violino e pianoforte op.100, di puro melodismo, non possiede di certo la forza appassionata della 108, guarda caso in re minore (stessa tonalità del Requiem di Mozart e della Nona di Beethoven). Buona domenica a te

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