Occorre essere sul chi vive oggi più che mai nei riguardi della Bellezza, in una città come Roma; pronti, montalianamente, al suo barbaglio. Mi spiego: in una città dove cinghiali gabbiani e cornacchie spadroneggiano con crescente arroganza (quasi una letteraria sineddoche per dire dei tanti capibastone che tengono in ostaggio l’Urbe così malmessa), questo pomeriggio ecco le rondini rincorrersi nel cielo con garriti d’altri tempi. Qualcosa di fiabesco considerando l’assoluto tacere delle cornacchie il cui ossessivo, quotidiano  gracchiare è per me la prova più evidente dell’avvento della Brutto intuito da un romanziere come  M.Kundera nell‘Insostenibile leggerezza dell’essere. Mi sono poi interrogato circa il nostro diritto alla Bellezza (non voglio esagerare parlando di felicità) nei termini, tanto per intenderci, della visione di un cielo stellato; quel cielo stellato il più delle volte a noi nascosto nelle grandi città per l’inquinamento e il tempo frenetico che viviamo. Ebbene, tornando alle rondini,  esse erano sole questo pomeriggio nel cielo vespertino, senza cornacchie e gabbiani cotti al sole di Malagrotta. Un attimo fiabesco, ripeto, che ha preparato al meglio il mio animo in merito all’ascolto delle Hungarian Dances di Brahms.

 

Andrea Mariotti

 

2 Responses to “”

  1. Fiorella D'Ambrosio ha detto:

    Bellissima immagine quella delle rondini che si rincorrono nel cielo vespertino di aprile…immagine che predispone l’animo all’ascolto della bella musica e, comprensibilmente -nel caso specifico- delle Hungarian Dances di Johannes Brahms: brillanti composizioni giovanili, ricche di arditezze, ma anche di dolci e malinconici accenti. Non posso che compiacermi, Andrea, delle emozioni che ci hai trasmesso con il ricordo di uno dei più grandi artisti del secondo Romanticismo musicale tedesco, da me particolarmente amato. Un caro saluto

  2. andreamariotti ha detto:

    So, Fiorella, del tuo amore per Brahms, un musicista al quale devo moltissimo in quanto a ispirazione poetica e disegno delle strutture formali dei versi. Ma tutto ciò è naturalmente secondario rispetto alla palmare equazione Brahms= Bellezza, come di frequente ho avuto modo di sperimentare. Un caro saluto

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