UN’ ORA PRIMA, UN’ORA PRIMA DI TUTTO

 

Sdraiavo le braccia sul telaio blu della casa,

una notte, un’ora prima, un’ora prima di tutto.

Allontanavo legami di freddo

dalla trama e dall’ordito della mia stoffa

ne ero capace al riparo della casa

uno stringimento acuto

una compiutezza tutta mia sentivo

una soddisfazione azzurra nell’aura incapsulata, chiusa.

Provavo, provavo a partorire

una stella che sopravvivesse all’alba

a un barlume, infine, disciolto nelle cose

nella penombra di chi ho amato e amo

nello spazio dietro alla finestra muta.

Cosa sarà adesso? Chi? E quanto? E come?

Muove un soffio la tenda e disvela

un odore di violette, polveroso

un capello che volteggia lento, ancora.

 

(poesia di Tiziana Marini, tratta dalla raccolta Lo scatto della lucertola, edizioni La Vita Felice, 2016, con prefazione di Sabino Caronia)

 

…ebbene sì, la poesia in oggetto ha parlato subito al mio animo allorché ho avuto modo di ascoltarla letta dall’autrice (domenica scorsa 6 agosto presso il Teatro di Marcello in occasione dell’omaggio alla memoria di Massimo Pacetti). Ritmo e intensità di essa mi sembrano fuori discussione, come pure la qualità delle giunture “legami di freddo” nei versi iniziali ma soprattutto la “soddisfazione azzurra nell’aura incapsulata, chiusa“. Verso di pienezza strutturale quest’ultimo, pronunziato dalla poetessa sotto le fascinose e potenti membrature del Teatro di Marcello e quindi amplificato dalla bellezza del luogo. Un verso, quello di cui sto parlando, che mi ha fatto ripensare a un bellissimo libro della storica Chiara Frugoni di qualche anno addietro dedicato a Chiara d’Assisi e dal titolo suggestivo ed emblematico: Una solitudine abitata. Ecco, la “soddisfazione azzurra nell’aura incapsulata, chiusa” di Tiziana Marini rappresenta in tutta evidenza la pienezza della solitudine raccomandata da Rilke al giovane poeta; solitudine da benedire, ciò di cui un poeta ha bisogno per scrivere e naturale approdo del suo far poesia:  allo scopo di attingere la musica del silenzio, porto sepolto dal clangore dei tempi attuali ma pur sempre a disposizione di coloro che sono autenticamente in viaggio.

 

Andrea Mariotti

 

 

2 Responses to “”

  1. Tiziana Marini ha detto:

    Una lettura profonda che amplia i confini e i significati di questi miei versi e per la quale ti ringrazio con tutto il cuore.
    Tiziana Marini

  2. andreamariotti ha detto:

    Questa tua poesia, Tiziana, va letta e riletta per consentirle di dilatarsi com’è nella sua natura dentro l’animo del lettore disposto al viaggio. Ti ringrazio a mia volta per questo poetico elogio della solitudine.

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