Note letterarie

 

La lingua e la Letteratura dell’Islanda costituiscono la base su cui poggia l’intera evoluzione della sua civiltà e della sua cultura nell’area di quella nord- europea. Si sa con certezza che la lingua islandese appartiene al ramo nordico o scandinavo delle lingue germaniche nel quale, insieme al norvegese, forma il cosiddetto “gruppo occidentale”. Poche sono le parole straniere introdotte nel vocabolario islandese e pressoché invariata la grammatica rispetto a quella antica.  Per quanto riguarda la Letteratura, interessante è’ la produzione medioevale che si raggruppa in tre nuclei principali: canti epico- mitologici dell’ Edda (leggende degli dei e degli eroi) ; poesia degli Scaldi (canti di battaglie, amori infelici); narrazioni in prosa o saghe (fatti realmente accaduti, vicende storiche). L’attività’ letteraria nella quieta terra dei ghiacci non si spense nei secoli successivi, neppure dopo la perdita dell’indipendenza e l’annessione prima alla Norvegia, poi alla Danimarca (trattato Di Colmar 1397). Non mancarono nei secoli XIV, XV e XVI poeti religiosi e profani. La letteratura nei secoli XVII e XVIII fu caratterizzata dal fervore per gli studi eruditi : vanno ricordati  Eggert Olafsson (1726-1768 ) autore di un pregiato dizionario islandese-latino e il poeta Hallgrimur Peturson, autore dei “Passiusalmar” (salmi della passione) fra i libri di ogni famiglia islandese. Nell’Ottocento, gli scrittori islandesi  si accostarono alle grandi correnti europee:  Romanticismo, Naturalismo, Realismo Decadentismo. Poeti romantici furono Bjarni Thorarensen e Jonas Hallgrimsson. Narratori di spicco nel  movimento realista, furono Gestur Palsson e Ejnar Hjorleifsson Kvarah. Fra i più recenti ricordiamo il drammaturgo Gudmundur Kamban e, vicini ormai alla seconda metà del Novecento, non possiamo non menzionare  lo scrittore islandese Halldor Laxness, insignito del premio Nobel  nel 1955 “per la sua opera epica che ha rinnovato l’arte e la letteratura islandese”. Una letteratura quella islandese che, quantunque  poco nota, da secoli illumina di splendori culturali l’estremo nord d’Europa e desta ammirazione sempre più viva da parte di tutti i paesi che hanno tradizioni di pensiero, di poesia e di arte.

 

Fiorella D’Ambrosio

 

 

 

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