FINE  DEL  ’68

 

Ho contemplato dalla luna, o quasi,

il modesto pianeta che contiene

filosofia, teologia, politica,

pornografia, letteratura, scienze

palesi o arcane. Dentro c’è anche l’uomo,

ed io tra questi. E tutto è molto strano.

 

Tra poche ore sarà notte e l’anno

finirà tra esplosioni di spumanti

e di petardi. Forse di bombe o peggio,

ma non qui dove sto. Se uno muore

non importa a nessuno purché sia

sconosciuto e lontano.

 

 

EUGENIO  MONTALE

 

 

P.S. Buon Anno a tutti i visitatori del blog da parte di Andrea Mariotti

 

 

4 Responses to “”

  1. Fiorella D'Ambrosio ha detto:

    I versi della lirica montaliana “Fine del 68” che ho riletto con piacere sul tuo blog, Andrea, mi riconducono -per tematica e intonazione prosastica, ironica, colloquiale- al “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”, una delle piu’suggestive espressioni delle “Operette morali” di G.Leopardi. Presente in entrambi i componimenti e’ l’atteggiamento spirituale dell’artista di rinuncia coraggiosa ad ogni illusione che possa addolcire la vita e di disarmata rassegnazione alla legge universale del dolore. Un caro saluto.

  2. andreamariotti ha detto:

    Dialogo, quello leopardiano da te rammentato -mi permetto di dire non a caso- che proponevo il primo gennaio dello scorso anno nel presente blog, in piena concordanza con quanto osservi a proposito della stretta vicinanza della suddetta Operetta del Recanatese con i versi montaliani. Auguri di un sereno Anno Nuovo, Fiorella

  3. monica martinelli ha detto:

    Molto significativa ed attuale questa lirica, che nella sua amarezza ci fa comprendere quanto poco sia cambiato in questi anni, e quanto il contesto storico e sociale sia desolatamente addirittura peggiorato.

    Un caro saluto e auguri

  4. andreamariotti ha detto:

    Anche a te un caro saluto, Monica, con gli auguri di un sereno Anno Nuovo

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