Foto del passo “della Madonnella” (nei pressi dei Pratoni del Vivaro, Castelli Romani). “In questo varco, subito dopo la seconda guerra mondiale, un’intera famiglia, composta da madre, padre e due figlioli, mentre transitava su di un carretto, periva a causa dell’esplosione di una bomba anticarro. A tutti i passanti, in memoria di chi vi perse la propria vita, chiediamo il massimo rispetto e il silenzio, possibilmente accompagnato da una preghiera” (a/m)

…in una bacheca vicina si legge poi la seguente

 

 PREGHIERA DEL PODISTA

 

Ti ringrazio o Signore perché mi fai camminare,
ti ringrazio perché mi fai correre,
ti ringrazio anche per i dolori,
le sofferenze del mio esistere,
che si dileguano con la gioia di muoversi,
mentre vado tra i boschi, lungo i fiumi,
da solo o tra la gente,
su strade assolate, o spazzate dalla pioggia e dal vento.
Io ti sento Signore,
mentre i miei passi fendono ritmici le brume del mattino,
o la corsa si distende serena nei silenzi opachi,
i pensieri si purificano e arrivano fino a Te.
Ti sento Signore,
anche nei momenti di stanchezza o di sofferenza,
quando il sudore annebbia lo sguardo,
e la fatica mi fa piegare le gambe e mi vorrei fermare.
Questo mio camminare fatto con umiltà ed esaltazione
è come una preghiera.
E’ questo andare che si fa preghiera,
per lodarti e ringraziarti. Amen

 

 

 

2 commenti su “

  1. Fiorella D'Ambrosio

    Per la sua intensa religiosità, definirei la “Preghiera” da te citata, Andrea, una lode incondizionata a Dio-sorgente di ogni bene-, un invito ad aver fiducia nell’onnipotenza di Colui che ascolta le nostre invocazioni, le nostre preghiere, placa i nostri affanni, scioglie i nostri dubbi, ci dona la speranza. E il pensiero mi corre alla” Preghiera di San Bernardo alla Vergine” nell’ultimo canto della “Commedia” dantesca, laddove la Vergine -facendosi tramite tra il cielo e la terra per la nascita di Cristo- ha reso possibile la riconciliazione fra Dio e l’umanità dopo il peccato originale ed ha permesso agli uomini di salvarsi e salire al cielo. …”tu sei colei che l’umana natura/ nobilitasti si,che ‘l suo fattore/ non disdegnò di farsi sua fattura.Nel ventre tuo si riaccese l’amore…” Grazie, Andrea, per aver dato a noi lettori, con il tuo scritto, spunti di riflessione nel merito.

  2. andreamariotti Autore articolo

    Effettivamente questa preghiera mi ha toccato profondamente, Fiorella, ieri l’altro, su quel piccolo valico all’interno dei Castelli Romani intriso di religioso rispetto. Grazie a mia volta per il tuo commento che va a toccare le supreme altezze del Sommo Poeta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.