Il prato dove gira la tempesta

 

 

Al vento degli anni

non perdono la fretta

la lucidita’ del ricordo

le lune e i soli irripetibili

le finestre rotte.

Quanti di questi anni invecchiati

ho davanti

di che colore sono gli scalini

non lo posso sapere

ma ho tutto a portata di mano

paura e stupore

Il prato dove gira la tempesta

e si accavalla l’erica

le scarpe lasciate

davanti alla porta

il tumulto della primavera

e subito dopo gli alberi

trascinati dai sogni.

Ora alla loro ombra allungata

mi sovrappongo, meridiana

con tutto il mio sempre.

 

 

poesia di Tiziana Marini, 2017

 


 

Dal titolo ossimorico nel dichiarare la sua natura tutt’altro che pastorale, questa poesia di Tiziana Marini si offre alla lettura con innegabile bellezza. Ritmo incalzante delle immagini in essa, riferite agli astri e ai ricordi, laddove tutto è “a portata di mano” in virtù di un flusso poetico potentemente connotato in chiave personale. In effetti solo la conquista d’una musica interiore rende veramente degno di tale nome il verso libero, e questo è il caso, non da oggi, della Marini. Sicché i versi centrali della lirica “Il prato dove gira la tempesta/ e si accavalla l’erica/ le scarpe lasciate/ davanti alla porta…” risultano esemplari in merito, con il fluido nonché rigoroso accavallarsi di essi. Sotteso al ductus, un uso efficace della enumeratio, a dischiudere piani visibili e non della percezione; al punto di dover parlare, qui, d’una poesia di grande forza endogena, a maglie strette. Una folla innumerevole di poeti ha preso troppo alla lettera l’esortazione di Montale ad andare verso la prosa (schivandola però scrivendo versi, chiosava il grande Genovese). Ebbene, la poetica di Tiziana Marini appare felicemente lontana da tale trappola, animata com’è da tensione autentica (la lirica in oggetto costituendone robusto documento). Siccome poi la buona poesia possiede valenza d’ipertesto, ecco che proprio il Montale della “bufera che sgronda sulle foglie” mi è venuto in mente leggendo Il prato della Marini, soprattutto per l’uso della suddetta enumeratio e conseguente dinamismo d’immagini. Il che naturalmente nulla toglie alla singolarità della voce di una poetessa solo in apparenza semplice e fruibile.

 

Andrea Mariotti

 

P.s. in foto, il dipinto “Il vestito stellato”, 2010, della stessa Tiziana Marini

 

 

 

5 Responses to “”

  1. Tiziana Marini ha detto:

    Ringrazio Andrea Mariotti per la generosa ospitalita’ e la profonda lettura dei miei versi.
    Tiziana Marini

  2. andreamariotti ha detto:

    Un saluto a Tiziana Marini con cordialità e stima.

    Andrea Mariotti

  3. monica martinelli ha detto:

    Complimenti a Tiziana Marini, artista a tutto tondo, per la forza e l’intensità della sua voce poetica dove una natura “tempestosa” e inquieta si intreccia al vento dei ricordi, tasselli del tempo trascorso e di quello a venire, così come le stagioni si intrecciano ai sogni, dove però ci sono sempre ombre in agguato. Bellissima la chiusa finale della poesia. E complimenti per il disegno che offre allo sguardo una natura e un prato solo apparentemente senza ombre!
    Complimenti ad Andrea per questa nota di lettura acuta e intensa.

    Un caro saluto a entrambi

  4. Tiziana Marini ha detto:

    Grazie Monica cara per aver commentato con tanta precisione e sensibilita’ poetica e critica i miei versi e per aver apprezzato il mio quadro. Un abbraccio ed un caro saluto

  5. andreamariotti ha detto:

    Ti ringrazio a mia volta, Monica, per avere apprezzato la mia nota di lettura alla bellissima poesia di Tiziana Marini anche da te debitamente commentata. Un caro saluto

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