A 35 anni di distanza dalla tragica scomparsa di Pier Paolo Pasolini, non possiamo che augurarci la verità su quella notte d’inizio novembre all’ Idroscalo di Ostia. Tenendo infatti presente l’interessante editoriale di Marco Belpoliti apparso ieri sul quotidiano La Stampa, ecco che -senza messianiche attese- auspichiamo “una più terrena e contingente giustizia” (per citare alla lettera le parole di Belpoliti) intorno al delitto Pasolini, al posto delle tante, balbettanti e ridicole ricostruzioni dei fatti emerse in tutti questi anni. E’ forse troppo pretendere questo? con la verità (in minuscolo), si crescerebbe in civiltà “che sola in meglio/ guida i pubblici fati” (Leopardi, La Ginestra, versi 76-7). Ma non vogliamo, per esprimerci prosaicamente, buttarla in letteratura: di fatto, il “caso” Pasolini è stato recentemente riaperto a livello giudiziario potendo contare -solo a volerlo sul serio- sui sofisticati metodi odierni d’indagine applicabili ai reperti di quella tragica notte. Ci preme peraltro sottolineare il nostro chiamarci fuori dai piagnistei alla “ci manca tanto Pasolini”; e questo per il semplice fatto che avvertiamo Pier Paolo vivo e operante in tutti coloro che, ostinatamente, si sforzano di far funzionare il cervello nel nostro sfigurato paese (connotato da una strutturale e storica avversione all’esercizio critico del pensiero). Di più: nonostante eleganti tentativi di banalizzare in tempi recenti l’empito civile della poesia di Pasolini, noialtri rimaniamo ancorati alle parole di Alberto Moravia ( che ravvisò, nelle pasoliniane Ceneri di Gramsci , pubblicate nel 1957, la più dirompente novità di temi e di linguaggio in termini poetici del secondo Novecento; laddove i montaliani Ossi di seppia del 1925 avevano potentemente scosso la prima metà del secolo). Così, chiudiamo questo nostro articolo riportando quanto scrisse a Pasolini nel 1961 Franco Fortini, subito dopo l’uscita della raccolta poetica La religione del mio tempo: “Vorrei che fossi qui per abbracciarti. Tutti i tuoi errori e vizi (letterari) non contano nulla di fronte a certi tuoi gridi straordinari. Credo che difenderò sempre la qualità umano-reale, esistenzial-sacrificale della tua poesia” (I Meridiani, Tutte le poesie di Pier Paolo Pasolini, Arnoldo Mondadori Editore, Tomo primo, Cronologia, CII). E, adesso, la parola a Pasolini (informando chi non lo sapesse che i versi che seguiranno sono stati mirabilmente declamati da Vittorio Gassman, com’è possibile scoprire grazie a You Tube):

ALLA MIA NAZIONE

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico,
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo
.

Pier Paolo Pasolini, poesia tratta da La religione del mio tempo, Garzanti Editore (con prefazione di Gianni D’Elia).

P.S. La foto da me scattata e qui presentata propone un dipinto di Silvio Parrello, pittore e poeta che conobbe in età molto giovane Pasolini; negli anni Cinquanta, nel quartiere romano di Monteverde: quartiere dove tuttora vive, a tutti noto come “er Pecetto” (soprannome col quale figura nel pasoliniano romanzo Ragazzi di vita (1955).

6 Responses to “”

  1. Bianca 2007 ha detto:

    In questo mondo
    che non ha più immagini, dove il coraggio si è mutato in alibi squallidi e meschini, dove si ferisce perchè le ferite restino e non guariscano e l’onestà si nasconde perchè si pensa possa costare danaro e i corrotti come i corruttori sono quanto di meglio abbiamo quali educatori di coscienza, il tuo tributo ad un Uomo-Poeta è stato un alto gesto di consapevole amore per chi lo diede sfidando anche il Cielo. Grazie. Mirka

  2. andreamariotti ha detto:

    Grazie per questo tuo intervento, Mirka. Un abbraccio.

  3. maria rizzi ha detto:

    Caro, attentissimo amico,
    in questi giorni che ricordano la fine di Pasolini torni sulla sua storia e ci torni affidando ai suoi versi e al dipinto di Silvio, ‘er pecetto’, il diritto di raccontarsi.
    La lirica che ci proponi è la dimostrazione dell’attualità sconvolgente di Pier Paolo.
    L’Italia ‘terra di infanti, affamati, corrotti, è la nave che continua a ospitarci e, considerando che i versi sono stati scritti negli anni ’60, resta ben poco da commentare…
    Resta il diritto a redimere il passato di quest’uomo che ha lasciato un grande patrimonio artistico di scrittore, regista, poeta.
    Silvio, il ‘nocchiero in salopette’, sta cercando di traghettarci verso quelle realtà che altri Paesi hanno avuto il coraggio di svelare.
    Pasolini è vivo, lo credo anch’io, amico mio, e la storia ha il diritto di rendergli giustizia al di là della falsa morale e dei facili pregiudizi.
    Tu e Silvio siete la dimostrazione di quanto possa divenire impegno civile il rispetto per un grande Artista. Sono fiera di voi… e ti abbraccio forte!

  4. andreamariotti ha detto:

    Grazie, cara amica, per queste tue parole. E nello spirito di Pier Paolo mi chiedo, perché, per esempio, un intellettuale di fama mondiale come Umberto Eco non ritenga doveroso far sentire insistentemente la propria voce, oggi, a proposito del nostro disgraziato paese. In fondo è un semiologo di professione, prima ancora che romanziere di fama mondiale; il suo sarebbe dunque un contributo di peso, per tentare di ricostruire un minimo di buon senso, dal punto di vista antropologico, all’ interno della nostra insensata , attuale società. Ma, naturalmente, sto dicendo delle follie, considerando la struggente attesa della nuova edizione dell’ Isola dei Famosi che attanaglia molti, sempre per fare un esempio. Ricordi? Pasolini proponeva l’abolizione della televisione, in anticipo sui tempi dell’Unto del Signore, che tanta sottocultura ha sparso nel Belpaese negli ultimi decenni. Un abbraccio.
    Andrea

  5. Patrizia Pallotta ha detto:

    Attendo martedì della prossima settimana con ansia. Sentire te parlare di
    Pasolini mi conforta, addolcisce quella parte di ingiustizia che purtroppo impera nel nostro paese.
    Altri dovrebbero fare quello che tu hai nella mente e nel cuore, ma sappiamo bene che la superficialità è di questo mondo.
    Sono lieta quando scopro persone, con cui mi sento in sintonia, essere
    pronte a ricordare, commemorare e svegliare gli animi sopiti da troppi
    inutili interessi. Il vuoto quotidiano viene colmato con eventi simili al tuo.
    Grazie Andrea, non per i nomi altisonanti, ma per aver scoperto la corteccia e regalato l’anima di un uomo a chi si è permesso di giudicare solo i fatti esteriori. Un abbraccio. See you soon

  6. andreamariotti ha detto:

    Grazie a te, Patrizia, per queste tue parole, in onore di un Poeta, Pasolini, che non può essere dimenticato (senza nulla togliere al suo polivalente ingegno, come ben sappiamo).

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