NATALE

 

Natale. Guardo il presepe scolpito,

dove sono i pastori appena giunti

alla povera stalla di Betlemme.

Anche i Re Magi nelle lunghe vesti

salutano il potente Re del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio

delle figure di legno: ecco i vecchi

del villaggio e la stella che risplende,

e l’asinello di colore azzurro.

Pace nel cuore di Cristo in eterno;

ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.

Anche con Cristo e sono venti secoli

il fratello si scaglia sul fratello.

Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino

che morirà poi in croce fra due ladri?

 

SALVATORE  QUASIMODO

 

 

p.s. i miei auguri per le prossime festività ai visitatori del blog…A/M

 

 

2 Responses to “”

  1. Fiorella d'Ambrosio ha detto:

    Ho piacevolmente riletto i versi di Salvatore Quasimodo che rievocano l’importante festività del Natale ormai alle porte, facendoci rivivere la gioia dell’attesa con lo stupore e la dolcezza dell’infanzia: caldi ricordi, nostalgie che sanno disegnare sentimenti ed atmosfere emotive e creare, in clima di spiritualità, un’intensa rete di meditazioni consolatrici dell’esistenza. A questa bella lirica -da te indicata- non posso non accostare, nel ricordo, altre composizioni che -in tempi lontani- emozionavano il mio animo come oggi: “La notte Santa” di Gozzano; “Il magico Natale” di Rodari; “A Gesù bambino” di Saba; “Natale “di Ungaretti. Grazie, Andrea, per averci fatto ritrovare e godere ancora una volta, con la tua lodevole citazione, la magia della parola poetica.

  2. andreamariotti ha detto:

    Mi è piaciuto rileggere questi versi di Quasimodo, Fiorella, per un sostrato leopardiano abbastanza evidente in essi: quello della Quiete, a parer mio (dove, come ben sappiamo, l’apparente “quadretto” bucolico della prima strofe altro non è se non il vestibolo di una amara e ironica apostrofe del Recanatese alla “Natura cortese”). In sostanza i versi di chiusa della lirica di Quasimodo inducono a riflettere, e mi sono sembrati attuali e appropriati in merito al nostro vivere concitato e sconnesso (capace di addobbi natalizi dal primo di dicembre, a radicale detrimento del senso dell’attesa, per quanto concerne il Natale). Un caro saluto

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