In foto il pianoforte di Beethoven all’interno della Pasqualatihaus -da me visitata nel 2007- a Vienna, abitata dal grande musicista in alcuni periodi fra il 1804 e il 1815 e dove ebbe a comporre la Quarta, Quinta e Settima sinfonia. Ma il nome di questa casa è legato anche a un Canto elegiaco per quattro voci solistiche ed archi (Elegischer Gesang op.118) dedicato dal genio di Bonn nel 1814 alla memoria di Eleonora Pasqualati, la defunta moglie del barone Johann Baptiste, padrone di casa, amico e consigliere del Maestro. La cantata in oggetto, concentrata e toccante, risulta davvero una delle partiture più belle di Beethoven a livello vocale…ascoltare per credere!

 

Andrea Mariotti

 

 

2 Responses to “”

  1. Fiorella D'Ambrosio ha detto:

    Ho chiuso in bellezza il mio pomeriggio musicale dedicato oggi -guarda caso- proprio a Beethoven di cui ho reinterpretato al pianoforte la sonata op.27 n.2 “Quasi una fantasia”, più nota con il titolo “Al chiaro di luna”, nei suoi tre movimenti (Adagio, Allegretto, Presto agitato). Dietro tua sollecitazione, ho poi riascoltato il “Canto elegiaco” (Elegischer Gesang op.118) che mi ha letteralmente deliziata per la delicatezza, la soavita’dei toni dalle dissonanze sfumate, per l’espressivita’ del canto. Grazie, dunque, Andrea per aver riportato alla mia memoria “una delle partiture piu’ belle” -come giustamente tu affermi- del genio musicale tedesco.

  2. andreamariotti ha detto:

    Grazie a te, Fiorella, per questo tuo commento in vive davvero la grande Musica.

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