Propongo qui nel blog un mio scritto apparso giorni addietro sulla mia pagina Facebook dopo una splendida escursione in montagna…a/m:

 

Chi ha compiuto l’ ascesa che dalla Val Fondillo porta fin sulla vetta del Monte Amaro (nel cuore del Parco Nazionale d’ Abruzzo) sa che “brutto cliente” è tale monte, con i suoi 750 metri di dislivello piramidali e concentrati, e quindi ripidissimi. Salendo quest’ oggi, pensavo sorridendo fra me e me al messaggio che le montagne abruzzesi mi stavano trasmettendo (e non è la prima volta che mi capita) dopo un soggiorno al cospetto delle venerate Dolomiti: “guarda che anche noi non scherziamo in quanto a bellezza e impegno!”. Non toccavo la vetta del Monte Amaro dal 2004, e ne sentivo la mancanza. Oggi tre ore per salire e due per scendere, e a sessantaquattro anni suonati non mi sembra poi tanto male. Ero da solo quest’oggi in montagna, e so perfettamente da camminatore non alle prime armi quanto ciò sia da evitare. Ma oggi è andata così, e pur non avendo avvistato il camoscio d’ Abruzzo, camminando con grande concentrazione e prudenza, devo dire di essere penetrato in una dimensione di silenzio percepito come musica degli astri (non trovo altre parole per esprimere quanto ho provato, non incontrando se non una persona che scendeva in una montagna che ad agosto prevede un numero chiuso di prenotazioni per sovraffollamento). Sì, oggi è stata una giornata di grande soddisfazione in quanto, non avendo un tutta evidenza la baldanza del 2004, sono salito con l’avvertenza di tante piccole soste che mi hanno consentito di toccare la vetta del Monte Amaro non sovraffaticato, considerando la discesa insidiosa che mi aspettava al ritorno…sicché con meno forze rispetto a un tempo, ho esercitato e accresciuto in me la virtù della pazienza, così latitante nel nostro vivere odierno…e di pazienza oggi c’era tanto bisogno, perché chi è salito su questo monte sa, che conquistata con sforzo l’anticima, occorre scendere di colpo e salire ancora per l’ ultimo strappo anche ” esposto”! Ma la vista sulla Camosciara e lo svettante Monte Petroso che si vede in foto d’ogni fatica ripaga, in effetti! Sappiamo che la Rete conserva tutto: ecco, vorrei che queste mie righe toccassero il cuore di un giovane che non conosco, affinché il suo eventuale disagio esistenziale possa essere curato da madre montagna che ci insegna pazienza ed equilibrio e il contrario dell’ improvvisazione (per dirne prosaicamente una, dalla settimana scorsa assumevo i sali minerali per le silenti e insidiose disidratazioni da caldo cittadino). E in ultimo, essendo un poeta e studioso, pensavo quest’ oggi che il Monte Amaro del 24 luglio 2019 sarà custodito dalla mia memoria anche per consolidare una poetica cui sto lavorando in silenzio da tempo…per dire come il camminare non sia secondo alla scrivania, talvolta!…Monte Amaro per me molto dolce, oggi, che hai rafforzato il mio sentirmi sempre più lontano dagli affollati salotti…è che oggi ho percepito troppo silenzio, in senso positivo, vero e proprio esercizio di meditazione trascendentale, ben oltre la paura della solitudine. Di questo oggi intendo fare un piccolo dono a chi mi segue con affetto e stima non di protocollo.

 

Andrea Mariotti

 

 

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