Note letterarie

 

Poeta “appartato”, Umberto Saba si caratterizza, nell’ambito della lirica novecentesca, per una singolare modernità animata da un nuova linfa, senza recidere -come egli stesso afferma- “il filo della tradizione italiana”. Le sue poesie sono intrise di una malinconia “moderna” fatta di dolente pietà: una malinconia austera che è del mondo, dell’universo. Si pensi ai versi de La capra : “Ho parlato a una capra./ Era sola sul prato, era legata./ Sazia d’erba, bagnata/ dalla pioggia, belava./ Quell’uguale belato era fraterno/ al mio dolore. Ed io risposi, prima/ per celia, poi perché il dolore è eterno,/ ha una voce e non varia./ Questa voce sentiva/ gemere in una capra solitaria./  In una capra dal viso semita/ sentiva querelarsi ogni altro male,/ ogni altra vita”.  La capra diventa l’emblema della sofferenza esistenziale: il suo lamento non è dissimile da quello dell’uomo e in quel gemito si riassume il dolore universale. Nella lirica Ulisse -collocata nella terza parte del Canzoniere– in cui Saba ricorre al simbolismo mitologico per esprimere la sua inquietudine interiore, si coglie un’eco leopardiana: il primo verso “Nella mia giovinezza ho navigato…” ci richiama alla memoria “se giovanezza, ahi giovanezza  è spenta” (Le Ricordanze, v.135). Alle notazioni descrittive seguono -come accade nel grande Recanatese- meditazioni psicologiche che ne sintetizzano il messaggio: “… me  al largo/ sospinge ancora il non domato spirito/ e della vita il doloroso amore.” E, infine, perché non citare “Goal“, una delle poesie più lette del poeta triestino, in cui si sottolinea come raramente a coloro che sono consumati dall’odio e dall’amore, è dato di vedere momenti belli, quali l’istintiva passionalità, l’impulso emotivo in uno stato di innocenza e di elementarità psicologica…Per concludere vorrei ricordare che non sono mancati -da parte della critica letteraria- apprezzamenti notevoli nei confronti di Umberto Saba e che è tuttora aperto un vivace dibattito circa il presunto “sabismo” in poeti del Novecento, quali Penna, Caproni, Bertolucci, Sereni.

 

Fiorella D’Ambrosio

 

 

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