Solo soletto e in grazia di Dìo, questa mattina son tornato sulla vetta del monte Cacume (gruppo dei Lepini, sopra Frosinone)…a sviluppar l’acume, se mi si perdona la rima; peraltro non abusiva in quanto, valutando correttamente le condizioni climatiche, sono riuscito a conti fatti a non soffrire il freddo (quota della vetta a 1090 metri) con 660 metri di dislivello; iniziando a camminare dal paese di Patrica, ben arroccato sopra un colle. La montagna di cui sto parlando la si può osservare facilmente dall’autostrada Roma- Napoli nei pressi per l’appunto di Frosinone e, nella sua relativa solitudine orografica, appare più alta dei suoi mille metri, nelle vesti di un tronco piramidale con la parte sommitale quasi a forma di corno. Come dovette apparire al Sommo Poeta (“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,/ montasi su in Bismantova e ‘ n Cacume”; PURG. IV; 25-26)? In vetta oggi comunque lo sguardo si smarriva in negativo per la foschia imponente causata da questo ostinato anticiclone (sembra agli sgoccioli), che ha ridotto le nostre città in vere e proprie camere a gas. A stento, per il sole accecante, ho potuto scattare la foto qua sopra, dove si vede tutt’altro che nitidamente il monte Cacume…la montagna del Purgatorio, mi è piaciuto pensare, slanciandomi nei pascoli sterminati e immortali della memoria dantesca.

 

Andrea Mariotti

 

2 Responses to “”

  1. Fiorella D'Ambrosio ha detto:

    Davvero appropriata, Andrea, la tua dotta citazione del Purgatorio dantesco -canto IV, versi 25-26:”Vassi in San Leo e discendesi in Noli,/montasi su in Bismantova e ‘n Cacume”- nel sottolineare la difficoltà della salita sulla vetta del Cacume (monte del gruppo dei Lepini) a causa della vertiginosa verticalità della parete (secondo la lezione del Petrocchi, già attestata nella nota di Pietro di Dante). Altri commentatori leggono invece “cacume” come sostantivo e intendono “cima” per cui l’interpretazione sarebbe:”si sale a Bismantova fin sulla cima”. Quanta curiosità e quanto interesse suscitava in me negli anni del liceo, dell’universita’ e anche dell’insegnamento la decodificazione dei testi letterari e danteschi in particolare…Memorie lontane! Auguri per le tue future esperienze escursionistiche. Un caro saluto.

  2. andreamariotti ha detto:

    Sì, Fiorella, ero naturalmente al corrente della doppia interpretazione a proposito del verso dantesco in oggetto; peraltro proprio il Petrocchi osserva (così come viene riportato nel commento alla Cantica che ho sotto gli occhi e curato da Anna Maria Chiavacci Leonardi) che il monte in questione è “dominante la valle di Frosinone e visibile anche da Anagni, ove probabilmente Dante si recò”…da considerare inoltre la scelta di Emilio Pasquini e Antonio Quaglio (quest’ultimo redattore della voce “Dante” nella Enciclopedia Europea della Garzanti) per la lezione “Cacume” anziché “cacume”. In conclusione la presenza della “e” nei migliori codici e l’uso della coppia di nomi simmetrica (San Leo-Noli; Bismantova-Cacume) inducono a preferire proprio tale lezione a testo. Grazie per gli auguri e un caro saluto a te.

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