Il 7 aprile 1805, nella capitale asburgica, all’interno del Theater An de Wien, gli spiriti più avvertiti compresero subito che le sorti della musica erano irrevocabilmente cambiate, dopo l’ ascolto del primo movimento della Sinfonia “Eroica” op. 55 di Beethoven: “esaltazione somma del valore etico dell’azione umana e, grazie al suo primo tempo, affermazione inaudita delle capacità della musica” (tratto dall’ Enciclopedia Europea, a firma Fedele d’ Amico). In effetti, nel suddetto movimento, si coglie limpidamente ” la lotta vittoriosa dell’unità tematica e tonale sulle forze aggressive e disgregatrici dell’ elaborazione e della modulazione armonica” (G. Carli Ballola). Come dire, la nostra identità da preservare e rafforzare, aggredita qual è fisicamente e psicologicamente dal corona virus. Parola di un ascoltatore amante  al massimo grado della musica di Mozart : quando il gioco si fa duro occorre Beethoven, quello soprattutto per capirci del periodo “epico”, inaugurato dalla sinfonia in oggetto. Che da me riascoltata oggi pomeriggio in assorto silenzio, ha come costruito dentro il mio animo una agorà rinata e più civile, dalle ceneri di quella odierna ormai per tanti versi invivibile, in ragione dei suoi disumani ritmi e miti. Questo il senso dell’ augurio che faccio a tutti, nel giorno in ogni caso sereno del mio sessantacinquesimo compleanno.

 

Andrea Mariotti

 

 

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