Gentile sindaca Raggi, le racconterò in breve un sogno a occhi aperti da me fatto di recente. Procedendo verso il supermercato più vicino alla mia abitazione (come mi accade una volta alla settimana di questi tempi), ecco che mercoledì scorso ho osservato alcuni operai occupati in lavori stradali, debitamente distanziati l’uno dall’altro. E qui è cominciata la mia fantasticheria. Mi sono detto: di sicuro, dopo aver rimproverato in prima persona i romani indisciplinati nei parchi (all’inizio dei provvedimenti restrittivi causati dal corona virus), la nostra sindaca per ottimi motivi adesso tace. Sì, tace in quanto, approfittando delle vie e delle piazze completamente deserte della Capitale (tali da farci ripensare, com’è stato osservato, a quelle, memorabili, dipinte da Giorgio De Chirico), la nostra prima cittadina starà ora sistemando le disastrate strade di Roma da tempo simili all’emmental, incoraggiata peraltro da questa primavera a tutt’oggi siccitosa; senza trascurare caditoie e alberi spesso pericolosi per la sicurezza dei romani. Comprendo, gentile Raggi, il suo avere avuto la morte nel cuore per il mancato appuntamento, in aprile, della Formula E all’Eur (causa di qualche problemino di traffico a Roma negli anni passati, e forse non in cima alla scala delle priorità in merito alle urgenze urbane); ma, ripeto, il suo attuale silenzio la dice lunga su quanto sta facendo per il bene della città. E’ vero che è così? Mi dica che non sbaglio, che sognando a occhi aperti talvolta può capitare di aver immaginato il giusto!…

 

Andrea Mariotti

 

 

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