febbraio 18th, 2018

 

Siamo lieti di annunciare che

lunedì 19 febbraio 2018, ore 16

Aula IV piano terra (Facoltà di Lettere e Filosofia)

si terrà il seminario interdisciplinare

Leopardi:

varietà e circostanze

della natura

*   *   *

partecipano

 

Paolo Casini (Sapienza) • Antonio Di Meo (Roma) 

Stefano Gensini (Sapienza)

  Giuseppe Mussardo (SISSA Trieste) • Gaspare Polizzi (Firenze)

e il Laboratorio Leopardi (Flavia Di Battista)

• modera Franco D’Intino 

*   *   *

 

 

 

 

febbraio 17th, 2018

 

E’ sempre un momento di smarrimento quello che si prova dopo avere abitato in un bel libro. Trattasi nella circostanza di Die Welt von Gestern ovvero Il mondo di ieri, di Stefan Zweig, 1942 (testo autobiografico fra i più tipici riguardo al dissolvimento della compagine asburgica). Zweig, di famiglia ebraica altoborghese, letterato poliglotta dalla raffinata cultura, scrittore di grandissimo successo tradotto in vari paesi, nonché amico di spiriti illustri della sua epoca, non ci ha lasciato a conti fatti creazioni indimenticabili (per certo estenuato e superficiale estetismo oggettivamente palese). Ma, in tutta evidenza, come non sentire caro il suddetto e comunque notissimo suo libro nelle cui pagine si snoda la storia europea dalla vigilia del primo conflitto mondiale fino ai giorni londinesi dello scrittore (giorni nei quali l’Inghilterra dichiara guerra alla Germania di Hitler)? In effetti a mezzo di uno stile disteso Zweig, con questi suoi “ricordi di un europeo”, offre al lettore ritratti intensi di scrittori e artisti di primaria grandezza: Rilke, ad esempio, sconvolto dal rumore nella sua ipersensibilità; Rodin, di tutto diméntico nel momento in cui scolpisce; Richard Strauss capace di governare quotidianamente la propria ispirazione con la metodicità di un ragioniere; Freud riparato a Londra dopo l’Anschluss e vicino alla morte ma con gli occhi vigilissimi e inespugnabili fino all’ultimo. Notevoli soprattutto le pagine finali del Mondo di ieri, laddove l’autore, già nella condizione interiore dell’apolide alla vigilia del 1939, viene raggiunto in Texas ascoltando la radio da un violento discorso di Hitler (come dire la veste ante litteram del bombardamento on line che ci toglie oggi pace e serenità). Sì, davvero un libro affascinante, quello di Stefan Zweig, nel suo raccontare con lucida nostalgia la Finis Austriae, la dissoluzione di un mondo di bellezza in cui ardeva la passione intellettuale di spiriti senza frontiere.

 

 

Andrea Mariotti

 

 

 

febbraio 13th, 2018

 

Vorrei non più sentirmi entro una gabbia,

uscirmi assai di vista, esser per tutti

rompighiaccio d’un bel colore arancio.

Con levità si desta questo afflato

profondo e terso, brezza d’esistenza.

Ma le atlantiche nubi non si dànno

per vinte: spadroneggiano rigonfie

d’ira contro un’ipotesi d’azzurro.

Nero di storni ho visto tutto il cielo;

era il tramonto, i frettolosi passi

verso il parcheggio del metrò dei topi

che siamo, frecce con le chiavi in mano.

Dal panettone al fritto in un baleno:

il carnevale incombe. O me tapino,

dinanzi ai baci di San Valentino

sollevati alla gloria degli altari!

 

Andrea Mariotti, versi del 2003 tratti da Spento di sirena l’urlo, Ibiskos Editrice Risolo, 2007

 

 

febbraio 6th, 2018

 

GARIBALDINI PER L’ITALIA”           Via del Fontanile Arenato, 206 – 00163 Roma – Tel. 335 6856880 – www.garibaldini.org info@garibaldini.org

 

 

VENERDI’

9 FEBBRAIO 2018 ORE 9,30

 

le Associazioni:

 

  • Garibaldini per l’Italia
  • Associazione Nazionale Garibaldina
  • Istituto Internazionale di Studi Garibaldi
  • Naz. di Mutuo Socc. reduci garibaldini

 

celebreranno insieme alle associazioni

culturali e d’arma, il 169° anniversario della proclamazione della

 

 

 

Repubblica Romana 1849 – 2018

 

 

 

Mausoleo Ossario Garibaldino del Gianicolo Roma – Via Garibaldi, 29/e

 

 

febbraio 4th, 2018

 

Siamo lieti di annunciare che

giovedì 8 febbraio 2018, ore 16

Sapienza, Facoltà di Lettere e Filosofia

Dip. di Studi Europei, Americani e Interculturali, terzo piano, aula 2

Hideyuki Doi

terrà la lezione

Leopardi pessimista “ensei”:

un secolo di ricezione in Giappone

*   *   *

Il prof. Hideyuki Doi (Tokio, 1973), dottore di ricerca in Italianistica presso l’Università di Bologna, insegna Lingua e Letteratura italiana presso la Facoltà di Lettere dell’Università Ritsumeikan (Kyoto, Giappone). Il prof. Doi è Visiting researcher presso “La Sapienza” fino a marzo 2018. Tra le sue opere: Guida alla storia italiana moderna e contemporanea [in giapponese] (curata insieme a M. Yamate, Minerva, 2017); L’esperienza friulana di Pasolini. Cinque studi (Cesati, 2011).

*   *   *

La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

 

febbraio 3rd, 2018

 

La notizia di ieri del braccialetto elettronico di cui dotare prossimamente i dipendenti da parte di Amazon mi ha fatto ripensare all’eredità a parer mio più fertile oggigiorno di Pasolini, ovvero al succo degli Scritti corsari e delle Lettere luterane vibranti di “furore paolino” (così Enzo Siciliano nella sua biografia sul grande scrittore e regista più volte ristampata e accresciuta). Vengo subito al dunque. Pur non essendo stato il primo a formularla -e Franco Fortini non mancava di sottolinearlo con ostilità- Pasolini nei suddetti testi ha insistito con grande, particolare e inesausta passione circa una inquietante dicotomia: sviluppo/progresso; nel senso che lo sviluppo tecnologico è ben altra cosa rispetto al progresso di civiltà (al punto che questo stesso progresso può marciare in direzione opposta rispetto al primo, finanche nei termini di una regressiva barbarie)…dicotomia che  ci induce a dire tertium non datur, alludendo amaramente all’uomo in base alla notizia in oggetto (relativa all’inevitabile robotizzazione del lavoro, da governare piuttosto che subìre si auspica, nel presente e in futuro).

 

 

Andrea Mariotti

 

 

febbraio 1st, 2018

 

A BANGKOK LA BIBLIOTECA ITALIANA “TIZIANO TERZANI”

Inaugurata oggi a Bangkok, alla presenza della moglie e della figlia del grande scrittore e giornalista, la biblioteca in lingua italiana intitolata a suo nome

 

 

L’indimenticabile scrittore e giornalista toscano Tiziano Terzani vive ancora nella biblioteca della sua Bangkok, in Thailandia.

 

E’ stata infatti inaugurata oggi alle ore 12,30 ora locale, presso la Bangkok University International Center, la prima e unica biblioteca in lingua italiana a Bangkok, intitolata all’indimenticabile scrittore e giornalista Tiziano Terzani, che ha trascorso a Bangkok – e precisamente nella famosa Turtle House recentemente salvata dall’abbattimento grazie ad una raccolta di firme diventata virale sui social in tutto il mondo – quattro anni della sua vita con la sua famiglia e dove ha scritto uno dei suoi best sellers, “Un indovino mi disse”, tradotto poi in tutte le lingue del mondo.

Fortemente voluta dall’associazione Dante Alighieri di Bangkok, fondazione per la diffusione della lingua e della cultura italiana, presente in ogni città del mondo, la Biblioteca “Tiziano Terzani” va a supportare la comunità italiana residente a Bangkok che, attualmente, conta più di diecimila connazionali, nonché le strutture universitarie dove sono attivi diversi corsi di lingua italiana.

 

L’emozionante cerimonia si è svolta alla presenza di Angela Terzani Staude, moglie dello scrittore e di sua figlia Saskia Terzani, che hanno tagliato il nastro inaugurale, della Presidente Maria Flora di Matteo e del Vice Presidente Riccardo Mazzanti e di altri esponenti de La Dante Alighieri.

 

Abbiamo lavorato più di un anno per questo progetto, giunto oggi al suo meritato traguardo – ci racconta con orgoglio il Vice Presidente Mazzanti raggiunto via Skype appena terminata la cerimonia e ancora visibilmente emozionato – Oggi eravamo tutti commossi, le signore Terzani sono persone meravigliose e luminose e ci hanno onorato della loro presenza. Prima della cerimonia abbiamo visitato con loro la Turtle House e vi assicuro che l’emozione è stata forte e palpabile.

Colgo l’occasione per ringraziare la nostra giornalista e scrittrice Manuela Minelli che ci ha aiutato dall’Italia, invitando gli editori italiani a sposare il progetto, i numerosi editori che hanno aderito inviando tantissimi libri, Teresa Pisanò di Asiamonamour, che con il suo blog ha creato la petizione per salvare Turtle House, rimbalzata poi in tutto il mondo, Mario Zanot, documentarista che ha realizzato un film con l’ultima intervista a Terzani. Una volta ricevuti e catalogati tutti i libri, abbiamo in programma le presentazioni di alcuni di questi e del suo autore via Skype e che se dovesse anche raggiungerci in sede qui a Bangkok, lo accoglieremmo con tutti gli onori che merita. Per l’importanza del progetto abbiamo ottenuto il patrocinio e l’egida dell’Ambasciata Italiana e dell’Unione Europea e ne siamo orgogliosi”.

 

Un’occasione ghiotta per il mondo dell’editoria italiana che conta più di seimila editori, grandi, medi e piccoli, che hanno accolto l’invito a inviare i loro libri per allestire la biblioteca. Sono arrivati, e ancora stanno arrivando, pubblicazioni di ogni tipo: narrativa, saggistica, poesia, teatro, letteratura, anche storica, erotica, noir, umorismo, horror, libri per l’infanzia, ricettari, audiolibri.

Essendo La Dante un’organizzazione no profit che ha come scopo principale la diffusione della cultura italiana nel mondo, i libri arrivano come donazioni fino al porto di Genova, dove vengono prelevati i colli e spediti fino a Bangkok a carico de La Dante Alighieri.

 

L’associazione Dante Alighieri a Bangkok organizza anche cineforum e proiezioni di film in lingua italiana, corsi di lingua per stranieri e tante altre notevoli attività per promuovere la lingua e la cultura italiane.

 

Gli editori italiani e i singoli autori, che volessero avere copie dei loro libri nella biblioteca “Tiziano Terzani” di Bangkok, possono scrivere alla mail danteclass@gmail.com per avere tutte le coordinate per la spedizione, oppure comunicarlo attraverso il form di contatti reperibile sul sito de La Dante di Bangkok, www.ladantebangkok.com.

 

«Ho scoperto prestissimo che i migliori

compagni di viaggio sono i libri:

parlano quando si ha bisogno,

tacciono quando si vuole silenzio.

Fanno compagnia senza essere

invadenti. Danno moltissimo, senza

chiedere nulla.» (Tiziano Terzani)

 

(a.m.)

 

 

 

 

gennaio 30th, 2018

 

Siamo lieti di annunciare che

giovedì 1 febbraio 2018, ore 16

Aula Odeion piano seminterrato 

(Facoltà di Lettere e Filosofia)

si terrà l’incontro

Una vita all’insegna della “protesta”

per festeggiare e discutere la pubblicazione delle

Opere complete di Walter Binni

22 voll. Firenze, Il Ponte Editore

2014-2017

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partecipano

 

Beatrice Alfonzetti • Novella Bellucci • Lanfranco Binni

Giulio Ferroni • Serena Innamorati • Amedeo Quondam

e il Laboratorio Leopardi (Lucia Abate, Giulia Massetti)

coordina Franco D’Intino Letture a cura dell’Umana Compagnia

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La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

https://web.uniroma1.it/lableopardi/archivionotizie/walter-binni-opere-complete

 

 

gennaio 29th, 2018

 

Con piacere si dà notizia della presentazione della nuova silloge di Simone Consorti Le ore del terrore (Edizioni dell’Arcolaio, 2017)  prevista per mercoledì prossimo 31 gennaio alle 17,30 presso l’Associazione Il Leggio del Mare (Lido di Ostia), a cura di Annamaria Vanalesti e Andrea Mariotti.

 

 

gennaio 28th, 2018

 

A quarantasei anni dalla scomparsa di Dino Buzzati (28/1/1972), mi piace ricordare lo scrittore a me caro con queste sue parole, dalle Tribolazioni delle Dolomiti…a/m:

 

…Anche stasera si sente, nei valloni ricolmi di nebbie, brontolare l’Antelao, il re. “Si ha un bel dire” borbotta piagnucoloso “si ha un bel dire le vertiginose pareti, i paurosi strapiombi: con tutto questo siamo ridotti peggio, molto peggio…” Qui il gigante è colto da un violento colpo di tosse che si ripercuote in tutta la valle. E gli uomini, nei paesi, credendo che si faccia avanti un temporale, corrono a prendere impermeabili e ombrelli. Ripreso poi il filo del discorso, il monarca continua a lamentarsi: nelle belle giornate, dice, gli alpinisti sono tanto numerosi sui suoi fianchi da procurargli un insopportabile prurito. Fa veramente pena, povero vecchio.

 

DINO  BUZZATI, Scritti giornalistici, Corriere della Sera, 5/10/1933