febbraio 27th, 2017

La Poesia di

Cristina Sparagana

Plinio Perilli parla della poesia dell’Autrice, con

riferimenti alle recenti pubblicazioni “Bobby

Fischer” e “Strida a Novembre”.

Introduce Luigi Celi

Letture di Giulia Perroni

V E N E R D I  3 M A R Z O   2 0 1 7 • 1 7 : 3 0 P M

A S S O C I A Z I O N E C U L T U R A L E   A L E P H

V I C O L O D E L B O L O G N A , 7 3 – R O M A , T R A S T E V E R E

 

febbraio 26th, 2017

 

BREVISSIMA LETTERA  A  JOHANNES  BRAHMS

 

 

Caro Johannes, è la prima volta che ti scrivo (dopo essermi rivolto l’anno passato a Franz Joseph Haydn). Per ringraziarti di cuore riguardo alla nascita di alcuni miei versi finiti qualche ora fa. Già nel 2012 un mio sonetto vide la luce sotto l’egida del tuo altissimo Quintetto op. 34 ascoltato con dedizione; ed ecco ripetersi in questi giorni la storia, alludendo alla tua celebre Sonata op.108 per violino e pianoforte d’indicibile spessore, pura e appassionata. Non amo d’istinto la tua musica, Johannes, eppure non posso non registrare la spinta che essa suscita in me allorché cerco di elevarmi verso la Bellezza. Tu comprenderai, spero: viviamo un tempo liquido e complicato che non si confà alla meditazione di una musica qual è la tua, coltissima e stratificata… ma giorni addietro come una ventata, rileggendo L’uomo che non credeva in Dio di Eugenio Scalfari; giacché l’autore ricorda la suddetta Sonata in merito alle partiture per lui indimenticabili. Così mi hai preso a braccetto, Johannes, vegliando -ne sono certo- sui miei versi in progress. Ho la netta impressione che d’ora in poi sarò più costante nell’ascolto della tua musica, spirito magno!

 

Andrea Mariotti

 

 

febbraio 20th, 2017

Moravia DOC

 

“L’uomo che guarda”

Un documentario di Nico Di Biase

 

 

Martedì 28 febbraio 2017, ore 18.30

Casa Museo Alberto Moravia – Lungotevere della Vittoria 1, Roma

Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

“Questo film dedicato a Moravia non vuole essere la rivisitazione di un monumento: ha l’obiettivo di sottolineare la singolarità di una vita individuale nel suo secolo, l’influenza di una personalità sul suo tempo e l’importanza di un’opera tuttora viva”. Con queste parole il regista Nico di Biase presentava il suo documentario L’HOMME QUI REGARDE, realizzato nel 1998 nell’ambito della serie Un Siècle d’Ecrivains. Un ritratto dello scrittore attraverso documenti d’archivio, estratti dai suoi film, video (anche inediti), fotografie, ricordi e parole di chi lo ha conosciuto e frequentato: dalla sorella, Elena Pincherle Moravia Cimino, alla compagna-scrittrice Dacia Maraini, ai suoi amici più cari come lo scrittore Enzo Siciliano e il regista Bernardo Bertolucci, intervistati nelle stanze della sua casa su Lungotevere.

 

L’HOMME QUI REGARDE (1998)

di Nico Di Biase con la voce narrante di Dominique Sanda

durata 45’07’’

***

 

L’Associazione Fondo Alberto Moravia – Onlus nasce nel dicembre 1991 in seguito alla morte dello scrittore, con lo scopo principale di conservare ciò che era presente nella sua casa di Lungotevere della Vittoria (ultima residenza privata) e raccogliere documenti, realizzando parallelamente attività volte alla promozione della sua vita e delle opere. Divenuto a tutti gli effetti un centro studi attivo per la ricerca, consultazione e documentazione su Moravia, e più in generale sul Novecento, dal 2010 la Casa Museo Alberto Moravia fa parte della rete dei Musei Civici di Roma.

 

Ufficio Stampa Silvia Barbarotta / email silvia@barbarotta.it / Cell. +39.339.3728738 Ilaria Campodonico / email ilaria.campodonico@gmail.com / Cell. +39.347.0819856

 

www.fondoalbertomoravia.it

www.facebook.com/CasaMuseoAlbertoMoravia

Twitter @FondoMoravia

 

 

febbraio 16th, 2017

 

Sull’ INGANNO DELLA LUNA, thriller di Loredana D’Alfonso

 

Eccomi a dire brevemente del suddetto libro, a proposito del quale non si dovrà negare all’autrice la capacità di scrivere ad alta tensione, riferendomi alla esperienza romana del suo eroe, l’investigatore Brian Donovan, diviso fra i piani alti e bassi della “stupenda e misera città” (volendo qui citare un verso famoso di Pasolini); prima di venire a capo, Donovan, di una storia intrigante e pericolosa tale da coinvolgerlo a fior di pelle, mi sembra il caso di specificare. Sì, perché l’irlandese dagli occhi di ghiaccio si mette alle spalle la sua Los Angeles per trascorrere il Natale a Roma, su invito di un suo carissimo amico. Loredana D’Alfonso riesce a destreggiarsi abilmente tra mafia e Comunità di Sant’Egidio, offrendoci un affresco di Roma non patinato e credibile che in qualche modo parcellizza Donovan, soprattutto testimone di fatti incalzanti nonostante il suo profondo coinvolgimento. In primissimo piano si staglia infatti la figura di una vedova, Silvia Vadalà, amante di Donovan ed enigmatica a profusione: “Silvia finì il suo tè e sparì tra la gente, Donovan rimase a guardare le sue gambe nervose, le scarpe altissime, firmate, di rettile, su cui camminava con sicurezza, ed ebbe la netta sensazione di un conto che non tornava”. Pluriomicida come rivelano le pagine finali del libro, Silvia è a parer mio una creatura potente, vera e propria mantide religiosa nata dalla penna dell’autrice. “La voce squillante del commissario era evidentemente arrivata a svegliare Silvia, che fino a quel momento aveva diviso lo stesso cuscino di Donovan. Si alzò, infastidita”. Eccolo già al diapason, il pericolo per il Nostro che rischierà di essere ucciso, prima dell’arrivo provvidenziale del commissario Vannucci (una volta che Donovan avrà ricostruito anche le sfumature della scabrosa storia che non marginalmente lo ha investito). La D’Alfonso ha il merito di raccontare molto e bene, avvalendosi di un numero ragionevolissimo di pagine (e questo torna indubbiamente a suo merito). Un libro maturo il suo, insomma, da leggere senz’altro.

 

Andrea Mariotti

 

Loredana D’Alfonso, L’inganno della luna, Pegasus Edition, 2015

 

febbraio 13th, 2017

EUROPAINDANZA: PREMI, SPETTACOLI E OSPITI D’ECCEZIONE

 

Rebecca Bianchi vola al Canada All Star Ballet Gala

Susanna Salvi e Giacomo Luci vengono premiati a EuropainDanza

 

di Manuela Minelli

 

L’Accademia Nazionale di Danza, prestigioso e meraviglioso spazio nel cuore di Roma, a due passi dal Colosseo, ospita in questi giorni Europaindanza, manifestazione dedicata alla danza e alla formazione d’eccellenza che si rivolge agli stili della danza classica, contemporanea e moderna, ideata e curata da Alessandro Rende e Steve Lachance. Esibizioni, concorsi, lezioni, spettacoli, audizioni e premiazioni che coinvolgono personaggi provenienti da tutto il mondo della Grande Danza si sono svolte ieri e continueranno per tutta la giornata di oggi negli spazi dell’Accademia.

La Giuria, presieduta da Daniele Cipriani (Daniele Cipriani Entrateinement), consegnerà venti premi Europa in Danza 2017 ad artisti, docenti, giovani talenti e illustri personalità che si sono distinte nella danza.

Oggi alle ore 13.45 presso il Teatro Ruskaja dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma i solisti Susanna Salvi e Giacomo Luci danzeranno e ritireranno il Premio Europaindanza, International Dance Meeting, Premio al Merito per i ruoli interpretati nel Lago dei Cigni di Christopher Wheeldon al Teatro dell’Opera di Roma”.  I due solisti danzeranno il Grand Pas dal Pas de deux del III Atto de La bella addormentata di Jean-Guillaume Bart.

Sebbene slegato dalla manifestazione Europaindanza ricordiamo un altro grande riconoscimento che va alla Prima Ballerina del Teatro dell’Opera di Roma, Rebecca Bianchi che volerà al Canada All Star Ballet Gala Toronto, Ontario, voluto da Svetlana Lunkina, principal dancer del National Ballet of Canada. Il Gala appena tenuto presso il Sony Center for the Performing Arts, straordinaria sala che conta 3.200 posti, invita sedici Premier Ballet Stars, coinvolgendo otto tra le maggiori istituzioni internazionali: Royal Ballet, Stuttgart Ballet, National Ballet of Canada, American Ballet Theatre, Bolshoi Ballet, Royal Danish Ballet, San Francisco Ballet e Il Teatro dell’Opera di Roma. Il Gala è un’occasione per far conoscere alcuni talenti della danza classica e accendere i riflettori su una selezione di capolavori del repertorio del balletto classico del XIX e del XX secolo. Rebecca Bianchi danzerà con Friedemann Vogel, principal dancer del Stuttgart Ballet, il Pas de deux dal III Atto di Raymonda di Rudolf Nureyev ripresa da Patricia Ruanne e il Pas de deux dal II Atto de La Chauve-Souris di Roland Petit.

Il Sovrintendente Carlo Fuortes e la Direttrice del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, Eleonora Abbagnato, dopo la nomina di Primo Ballerino conferita lo scorso mercoledì a Claudio Cocino al termine della prima rappresentazione de La bella addormentata di Jean-Guillaume Bart in scena al Teatro Costanzi fino al 15 febbraio, si dicono assai orgogliosi dei successi dei talenti del Teatro dell’Opera di Roma, delle opportunità d’oltreoceano e dei riconoscimenti che stanno arricchendo il percorso giornaliero di artisti, professionisti seri, desiderosi di crescere.

A Europaindanza saranno premiati inoltre  Laura Comi della Scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma, Premio Speciale, per la formazione professionale della danza; il Dottor Carlo Tranquilli, Premio Speciale per la costante ricerca e supporto attraverso la medicina e la fisioterapia a favore del mondo della Danza; Stefanella Testa e Gabriella Gelpi, Premio Speciale, per oltre 50 anni di formazione di danza dedicata ai bambini attraverso il Centro di danza Mimma Testa; Stefania Di Cosmo, Premio al Valore Miglior Maitre du Ballet italiana; Gabriella Tessitore, Premio al Valore “Competenza e dedizione per la professione di docente di repertorio di danza classica presso l’Accademia nazionale di danza”.

 

P.S. Il suddetto scritto è riferito alla giornata di ieri, 12 febbraio (a/m)

 

 

febbraio 12th, 2017

 

…Venerdì 15 febbraio 1823 fui a visitare il sepolcro del Tasso e ci piansi. Questo è il primo e l’unico piacere che ho provato in Roma. La strada per andarvi è lunga, e non si va a quel luogo se non per vedere questo sepolcro; ma non si potrebbe anche venire dall’America per gustare il piacere delle lagrime lo spazio di due minuti? E’ pur certissimo che le immense spese che qui vedo fare non per altro che per proccurarsi uno o un altro piacere, sono tutte quante gettate all’aria, perché in luogo del piacere non s’ottiene altro che noia. Molti provano un sentimento d’indignazione vedendo il cenere del Tasso, coperto e indicato non da altro che da una pietra larga e lunga circa un palmo e mezzo, e posta in un cantoncino d’una chiesuccia. Io non vorrei in nessun modo trovar questo cenere sotto un mausoleo. Tu comprendi la gran folla di affetti che nasce dal considerare il contrasto fra la grandezza del Tasso e l’umiltà della sua sepoltura. Ma tu non puoi avere idea d’un altro contrasto cioè di quello che prova un occhio avvezzo all’infinita magnificenza e vastità de’ monumenti romani, paragonandoli alla piccolezza e nudità di questo sepolcro. Si sente una trista e fremebonda consolazione pensando che questa povertà è pur sufficiente ad  interessare e animar la posterità, laddove i superbissimi mausolei, che Roma racchiude, si osservano con perfetta indifferenza per la persona a cui furono innalzati, della quale o non si domanda neppur il nome, o si domanda non come nome della persona ma del monumento. Vicino al sepolcro del Tasso è quello del poeta Guidi, che volle giacere prope magnos Torquati cineres , come dice l’iscrizione. Fece molto male. Non mi restò per lui nemmeno un sospiro. Appena soffrii di guardare il suo monumento temendo di soffocare le sensazioni che avevo provate alla tomba del Tasso. Anche la strada che conduce a quel luogo prepara lo spirito alle impressioni del sentimento. E’ tutta costeggiata di case destinate alle manifatture, e risuona dello strepito de’ telai e d’altri tali istrumenti, e del canto delle donne e degli operai occupati al lavoro. In una città oziosa, dissipata, senza metodo, come sono le capitali, è pur bello il considerare l’immagine della vita raccolta, ordinata e occupata in professioni utili. Anche le fisionomie e le maniere della gente che s’incontra per quella via, hanno un non so che di più semplice e di più umano che quelle degli altri; e dimostrano i costumi e il carattere di persone, la cui vita si fonda sul vero e non sul falso, cioè che vivono di travaglio e non d’intrigo, d’impostura e d’inganno, come la massima parte di questa popolazione. Lo spazio mi manca: t’abbraccio. Addio addio.

 

GIACOMO LEOPARDI 

 

al fratello Carlo da Roma il 20 Febbraio 1823 (EPISTOLARIO); in LEOPARDITutte le poesie e tutte le prose– a cura di Lucio Felici ed Emanuele Trevi, edizione integrale diretta da Lucio Felici, Newton Compton Editori, rist. febbraio 2016.

 

febbraio 11th, 2017

Secondo mio distico focalizzato nell’occasione sulle recenti “vicissitudini” della giunta Raggi a Roma:

 

I dolori del giovane Valentino

 

“….Romeo più patate bollenti

m’infangano il nome, fetenti!”

 

versi inediti di Andrea Mariotti (11/2/2017)

 

P.S. foto tratta da biografieonline.it

 

 

febbraio 10th, 2017

CLAUDIO COCINO NOMINATO IERI SERA PRIMO BALLERINO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Il giovane danzatore si aggiunge agli altri Primi Ballerini del teatro capitolino, Rebecca Bianchi e Manuel Paruccini

 

di Manuela Minelli

 

Ieri sera, di fronte a una platea importante che gremiva il Teatro dell’Opera di Roma, al termine della prima de La bella addormentata di Jean-Guillaume Bart (in scena al Teatro Costanzi fino a mercoledì 15 febbraio), Claudio Cocino, è stato nominato dal Sovrintendente Carlo Fuortes e dalla Direttrice del Ballo Eleonora Abbagnato, Primo Ballerino del Teatro dell’Opera di Roma.

In tale occasione il Sovrintendente Carlo Fuortes ha dichiarato: “La nomina a Primo Ballerino di Claudio Cocino, elegante e versatile talento, è nota di orgoglio per noi tutti e avvalora il magnifico percorso di crescita di cui il nostro Balletto, diretto da Eleonora Abbagnato, è protagonista. Dalla scuola al palcoscenico dell’Opera di Roma, Claudio Cocino è un ballerino che molto ha dato e darà a questo Teatro”.

Claudio Cocino, torinese di nascita,  ma romano di adozione, inizia i suoi studi alla scuola di danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Paola Jorio. Nel 2005 vince il concorso di Spoleto con una borsa di studio per la Royal Ballet School di Londra. Dopo essersi diplomato sia al Teatro dell’Opera che al Royal Ballet entra a far parte, nel 2007, del corpo di ballo capitolino sotto la direzione di Carla Fracci.

Tra le partecipazioni:PulcinellaParadeLes BichesLo spettro della rosa. Nel 2010 entra a far parte del Tulsa Ballet dove Marcello Angelini lo nomina solista. Tra i tanti ruoli: Lucrezio ne La bisbetica domata (Cranko), Elite Syncopation (McMillan), There Below (Kudelka), In the Middle Somewhat Elevated (Forsythe), Six Dances(Kylián),  Sinatra Songs (Tharp), Slice to Sharp (Elo), Romeo e Paride in Romeo e Giulietta (Liang), molti lavori di Balanchine tra cui Tema e Variazioni e Apollo. Vengono creati per lui molti ruoli da coreografi emergenti tra cui Liang, Cong, Hougland, Lee. Nel 2010 riceve il Premio Positano Léonide Massine. Debutta nel ruolo di Siegfried ne Il lago dei cigni di Bart nel 2013, del principe in Cenerentola di Deane e in quello de Lo schiaccianoci di Amodio nel 2014. L’anno seguente danza la nuova creazione di Dwight Rhoden And So It Is…, in Pink Floyd Ballet di Roland Petit e ne Lo schiaccianoci di Giuliano Peparini. Nel 2016 danza il ruolo di Jean de Brienne in Raymonda di Rudolf Nureyev, il ruolo da protagonista accanto a Eleonora Abbagnato in Le Parc di Preljocaj, Solor ne La Bayadère di  Nureyev e Siegfried ne Il lago dei cigni di Wheeldon.

La sua storia di danzatore è nata proprio qui, al Teatro dell’Opera di Roma.

Essere cresciuto artisticamente in un teatro così importante quale è il Teatro dell’Opera di Roma mi ha dato modo di interpretare molti ruoli, dai più piccoli a quelli “da grande”- racconta Claudio, fresco di nomina – Conosco ogni centimetro di questo palco e, sebbene ogni volta provi un’emozione nuova, ballare su questo palcoscenico mi dà sicurezza. I miei sogni di bambino stanno pian piano realizzandosi tutti. E speriamo continui così. Delle mie prime esperienze ho bellissimi ricordi: da piccolo vedevo i ballerini grandi interpretare ruoli bellissimi e aspiravo a divenire come loro. E poi, come non citare “La bella addormentata”? Di questo balletto ricordo i costumi meravigliosi. Era il 2002 ed era la mia prima vera esperienza. Ho questa immagine fantastica del principe in testa! Ed oggi il “mio” palcoscenico mi vede danzare nel ruolo del Principe. Non potrei essere più felice di così”.

 

febbraio 9th, 2017

Oggi è il giorno in cui si commemora la proclamazione della Repubblica Romana (avvenuta in Campidoglio, Palazzo Senatorio, 9 febbraio 1849…a/m)

febbraio 8th, 2017

Dirò innanzitutto del mio timore, accingendomi alla lettura del “giallo” di Annalisa Venditti, di dover fare i conti ancora una volta con quello che sintatticamente considero uno spauracchio autentico dei nostri tempi: la P.I. (paratassi ipertrofica). Comoda via d’uscita per scrittorucoli incapaci di oltrepassare i limiti angusti di una paginetta (senza profondità prospettica dei personaggi e dunque arrecando non poco disagio al lettore pur volenteroso). Ebbene, di contro, con “Il giorno dell’Assoluzione”, eccomi ben presto e felicemente immerso in un intreccio accorto, governato a dovere da chi conosce i segreti delle digressioni quasi miracolosamente incastonate in pagine brevi e correlate, d’innegabile gusto “tranchant”. Il fatto è che l’autrice del libro in oggetto, Annalisa Venditti, possiede l’arte della CONCISIONE, sì da condensare complesse istanze del vissuto (nei termini di un notevole scavo psicologico delle sue creature narrative, incluse quelle apparentemente di contorno). Il risultato? Un “giallo” che regge, lucido e motivato, in grado di trasmettere il piacere del testo. Non sta a me scoprire qui il talento della Venditti, giornalista professionista, scrittrice e autore televisivo, impegnata nel programma “Chi l’ha visto?” per tacer d’altro. Nuove indagini del Capitano Borgia attendono in conclusione il lettore come preannuncia Annalisa nel suo libro, alla quale occorre dire di cuore: veramente brava!

 

Andrea Mariotti