Novembre 21st, 2019

Con piacere do notizia del seguente evento…(a/m):

 

ASSOCIAZIONE CULTURALE  IN TRASTEVERE ALEPH DI LUIGI CELI E GIULIA PERRONI

 

Vicolo del Bologna, 72 – Roma

 

Martedì 26 novembre 2019 – ore 17,30

 

MARZIA SPINELLI

 

Trincea di nuvole e d’ombre

 

(Marco Saya editore)

 

Ne parleranno Sabino Caronia e Andrea Mariotti

 

letture dell’Autrice

 

 

 

 

 

 

Novembre 15th, 2019

Di fronte al disastro veneziano, che la dice lunghissima sul declino penoso e inesorabile del nostro paese, non può non tornare alla mente una venerabile e conosciutissima terzina del Sommo Poeta. Ieri sera in televisione sentivo il giornalista Federico Rampini rammentare che il mondo intero è preoccupato per Venezia come e più di noi; molto meno per quanto accade dalle nostre parti a livello politico. Tant’è che sempre ieri si sono aperte le danze per le regionali del 26 gennaio 2020 in Emilia Romagna come se niente fosse; nel momento in cui, a non troppi chilometri di distanza, la nostra città più preziosa è andata sott’acqua nel modo che sappiamo nei giorni scorsi (con ottime probabilità di fare il bis oggi, purtroppo). Paghiamo e pagheremo costi altissimi in termini di corruzione, lassismo e incompetenza, a fronte di una perenne campagna elettorale condotta da personaggi loschi e impreparati. Dopo la tragedia del ponte Morandi a Genova e insieme alla vicenda dell’Ilva di Taranto, davvero le immagini di Venezia ci fanno da specchio, nel senso che stiamo letteralmente colando a picco. Ma ecco la terzina dantesca attualissima e insuperabile fermo immagine del Belpaese…(a/m):

 

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di provincie, ma bordello!

 

PURGATORIO VI, 76-78

 

Novembre 12th, 2019

Siamo lieti di annunciare

il Convegno internazionale di studi

 

TRADURRE L’INFINITO

FORME DELLA RICEZIONE DI LEOPARDI NEL MONDO

 

organizzato dal Laboratorio Leopardi

con il patrocinio del Centro Nazionale di Studi Leopardiani

*

Giovedì 14 novembre 2019

Aula Odeion

10.00-18.30

Facoltà di Lettere e Filosofia

Sapienza Università di Roma

 

*  *  *

L’Infinito in inglese, francese, spagnolo, tedesco, polacco, giapponese. Riscritture poetiche e musicali

*

Daniele Silvi (Università di Roma Tor Vergata)

Miriam Kay (Sapienza Università di Roma)

Chiara Elefante (Università di Bologna)

Małgorzata Ewa Trzeciak (Università di Cambridge/Varsavia)

Flavia Di Battista (Università di Roma Tor Vergata)

Daichi Fujisawa (Università di Tokyo)

Antonio di Pofi (Conservatorio di Santa Cecilia)

Massimo Natale (Università di Verona)

 

Saluti

Franco D’Intino e Novella Bellucci (Laboratorio Leopardi Sapienza)

Emanuela Tandello (LEO/Leopardi at Oxford – Università di Oxford)

*  

Ingresso libero. Studiosi, docenti, studenti e lettori appassionati sono benvenuti

 

*  *  *

 

*   *   *   *   *   *   *   *   *   *   *   *   *

https://web.uniroma1.it/lableopardi/archivionotizie/convegno-tradurre-linfinito

 

*   *   *   *   *

La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

Novembre 11th, 2019

Esprimiamo la nostra afflizione per la scomparsa di 

Remo Bodei.

Filosofo di spessore internazionale, uomo modesto e gentile, con il suo pensiero ha illuminato  momenti cruciali della modernità.

Ricordiamo con nostalgia i molti incontri in cui, sempre disponibile e dialogante, ci ha offerto stimolanti letture sul nostro poeta, da sempre amato e studiato.

La sua lucida riflessione, ispirata a una forte moralità, ci ha aiutato a comprendere chi siamo, dove siamo, dove stiamo andando.

 

*   *   *   *   *  

 

Gli dedichiamo queste parole: 

«e la modestia, e lo stimarsi da non molto, e il credere intimamente e sinceramente di non aver conseguito tutto quel merito che si potrebbe o dovrebbe conseguire, questi dico sono segni e distintivi dell’uomo grande»

(Zibaldone 612)

 

*   *   *   *   *   *   *   *   *   *   *   *   *

Qui un articolo in ricordo di Remo Bodei (su «Doppiozero»):

https://www.doppiozero.com/materiali/remo-bodei-ha-lasciato-andare-la-gomena-della-vita

 

Qui un video commemorativo dell’Accademia «Vivarium Novum» a Villa Falconieri, dove lo abbiamo spesso ascoltato parlare sotto le querce, come un filosofo antico:

https://www.youtube.com/watch?v=GWJCTD6PIDE

 

 

*   *   *   *   *   *   *   *

La Redazione del Laboratorio Leopardi

 

Novembre 5th, 2019

 

Ottimo il debutto in prima nazionale de “La donna leopardo” di Alberto Moravia al teatro Grassi di Milano. Nello spazio scenico che Michela Cescon e Lorenzo Pavolini hanno riservato -con adattamento drammaturgico, all’ultimo romanzo postumo di Alberto Moravia, ambientato tra Roma e il Gabon- si svolge una storia di tradimenti e di gelosia, in cui l’amore che vi si aggira diventa una metafora della vita, del difficile, spesso insondabile rapporto tra le persone, uno stato di allarme continuo, di enigmatica inquietudine che -nella fattispecie- esplode nella sua drammaticità in terra d’Africa, “il più nobile monumento che la natura abbia mai eretto a se stessa”. Una nota vorrei aggiungere in riferimento alla teatralità dei testi moraviani e mi riferisco ad un’intervista di Rodolfo Di Giammarco: La Repubblica, 20 novembre  1984, ad Alberto Moravia: “…Fin da ragazzo ho avuto l’ambizione di scrivere teatro e non romanzi…mi venne l’idea di fondere la tecnica del romanzo con la tecnica teatrale e da qui è’ nato  il romanzo “Gli indifferenti”…il teatro ha una dignità ben altrimenti alta, al punto che se morisse, certe cose non si potrebbero più dire“…

 

Fiorella D’Ambrosio

 

 

Novembre 2nd, 2019

 

PIER PAOLO PASOLINI (2 novembre 1975 – 2 novembre 2019)

 

ALLE CAMPANE DI ORVIETO

 

Segno dell’unico dominio, della miseria

assoluta: perché allora così incerte, molteplici,

suonate, campane, nel mattino domenicale?

Nel treno fermo, nella stazione bianca e bagnata

di questa città, chiusa nel suo vecchio silenzio,

voi portate, freschissimo, uno spasimo di vita.

Case, intorno, appartate, strade, prati, palazzi,

passaggi a livello, canali, campi nebbiosi,

sono la materia, non del vostro fugace, intatto suono,

ma di una vostra intima ed eterna dolcezza…

Vuol dire che nel fondo dello spietato potere

c’è una paura vitale, in fondo alla rassegnazione

un potere misterioso, e felice, di vita?

 

P.P. PASOLINI, dalla RELIGIONE DEL MIO TEMPO, 1961

 

 

Ottobre 28th, 2019

Siamo lieti di divulgare (in allegato) il programma definitivo della

 

Scuola di alti studi

 

Natura naturans

Della natura e della condizione umana: trasformazioni, problemi e prospettive per un nuovo umanesimo

 

organizzata da

 

 

Centro studi sulla natura, l’umano e l’unità del pensiero

Accademia Vivarium novum

Laboratorio Leopardi

 

*   *   *   *   *

 

Villa Falconieri, Frascati (Roma)

27 ottobre – 3 novembre 2019

 

Scuola di alti studi Natura naturans. Della natura e della condizione umana: trasformazioni, problemi e prospettive. Per un nuovo umanesimo

 

Centro studi sulla natura, l’umano e l’unità del pensiero

Accademia Vivarium novum

Laboratorio Leopardi

 

Villa Falconieri, Frascati (Roma)

27 ottobre – 3 novembre 2019

 

Programma

 

Domenica 27 ottobre:

15:00 – 17:30  Accoglienza e presentazione della Fondazione mondiale per l’Umanesimo, dell’Accademia Vivarium novum e del “Centro studi sulla natura, l’umano e l’unità del pensiero”.

Luigi Miraglia (Direttore dell’Accademia Vivarium novum) – Pensieri e azioni per un nuovo Rinascimento – Presentazione del “Fondo Mondiale per l’Umanesimo”

17:30 – 18:30  Pausa caffè e visita della Villa Falconieri

18:30 – 19:30  Presentazione del tema e del programma della Scuola di alti studi su “Natura naturans – Della natura e della condizione umana: trasformazioni, problemi e prospettive” (per docenti e studenti iscritti)

Interventi di Novella Bellucci, Franco D’Intino e Luciano Boi

19:30 – 20:30  Concerto del coro Tyrtarion dell’Accademia Vivarium novum

21:00               Cena

 

Lunedi 28 ottobre:

8:30 – 9:00      Prima colazione

9:30 – 11:00    Amalio Marichalar (European Environment Foundation Basilea): Sobre sostenibilidad y cultura

11:00               Pausa caffè

11:30 – 13:00  Luigi Miraglia (Accademia Vivarium Novum): Natura duce utendum est

13:00 – 13:30  Discussione sulle lezioni

14:00               Pranzo

15:30 – 17:00  Giuseppe Mussardo (SISSA Trieste): A qualcuno piace freddo. Una breve storia della fisica delle basse temperature

17:00               Pausa caffè

17:30 – 19:00  Sergio Albeverio (Università di Bonn): La natura non lineare – matematica e fisica dei fenomeni estremi

19:00 – 20:30  Incontro seminariale, letture scelte e discussione (con G. Mussardo e S. Albeverio)

21:00               Cena

 

Martedì 29 ottobre (stessi orari):

Mattina:

  • Miguel Angel Granada (Università di Barcellona), “Libertas philosophandi nel Cinquecento: da Copernico a Galileo”
  • Ignazio Licata (Università di Palermo) “Osservare le nuvole, percorsi tra mappe e territori”
  • Discussione sulle lezioni

 

 

Pomeriggio:

  • Mauro Carfora (Università di Pavia), “Natura e conoscenza nella cosmologia moderna”
  • Carlo Ossola (Collège de France e Accademia dei Lincei), “Utopie fitomorfe”
  • Incontro seminariale, letture scelte e discussione (con L. Boi e Ignazio Licata)
  • 20:30 – 21:30  Concerto del coro Tyrtarion dell’Accademia Vivarium novum

 

 

Mercoledì 30 ottobre (stessi orari):

Mattina:

  • Guido Alliney (Università di Macerata), “La denaturalizzazione della volontà”
  • Olga Pombo (“Centro de filosofia” Università di Lisbona), “Infinite variety of nature and unity of science nature”
  • Discussione sulle lezioni

 

Pomeriggio:

  • Alberto Oliverio (Università Sapienza), “Determinismo e plasticità cerebrale”
  • Flavio Keller (Università Campus Bio-medico Roma), “La percezione delle emozioni”
  • Incontro seminariale, letture scelte e discussione (con Novella Bellucci e Antonio Rostagno)

 

  • 20:00 – Concerto dell’Ensemble di musica classica (Campus Bio-Medico Roma)

 

Giovedì 31 ottobre (stessi orari):

Mattina:

  • JamesLevine (Fondation Ipsen, Parigi), “Movement is life”
  • Piero Bevilacqua (Università Sapienza), “L’agricoltura industriale ignora la natura”

 

Pomeriggio:

  • Ignacio Armella Chávez (Accademia Vivarium Novum), “Ignorat Naturae potentiam qui illi non putat aliquando licere nisi quod saepius fecit (Sen.)”
  • Incontro seminariale, letture scelte e discussione (con Flavio Keller e Fabio Bentivoglio)

 

Venerdì 1° novembre (stessi orari):

Mattina:

  • Augustin Berque (Ecole de hautes études, Parigi), “Transhumanisme et cyborgie, ou recouvrance de la Terre?”
  • Giulio Maria Chiodi (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli), “Coscienza liminare e ragion pratica”
  • Discussione sulle lezioni

 

Pomeriggio:

  • Carlos Lobo (Collège international de philosophie, Parigi), “Natura naturans formaliter spectata.  Considérations phénoménologiques sur les conditions et les limites de la mathématisation de la nature”
  • Giulio Ferroni (Università Sapienza), “Natura, spazio, tempo in Machiavelli”
  • Incontro seminariale, letture scelte e discussione (con Giulio Maria Chiodi e Luciano Boi)

 

  • 20:15 – Spettacolo teatrale del Gruppo teatrale dell’Accademia Vivarium novum

 

Sabato 2 novembre (stessi orari):

Mattina:

  • Antonio Rostagno (Università Sapienza), “Musica humana (Boezio), Reinmenschilche (Wagner) e la ‘sovrumana’ musica assoluta”
  • Massimo Natale (Università di Verona), “ ‘Non hai promesso né ingannato’: la natura di Andrea Zanzotto”
  • Discussione sulle lezioni

 

Pomeriggio:

  • Alberto Folin (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli), “Leopardi: uomo e natura”
  • Antonio Moresco (Milano), “La letteratura nell’era dell’antropocene”
  • Lamberto Maffei (Scuola Normale Superiore, Pisa, e Accademia dei Lincei), “L’ambiente come terapia”
  • Discussione finale e prospettive

 

 

 

Contatti:

Accademia Vivarium novum
Villa Falconieri – Frascati (Roma)

Email: convegni@vivariumnovum.it
www.vivariumnovum.net

 

 

Ottobre 22nd, 2019

 

Commemorazione dello scontro di Villa Glori

 

Mercoledì 23 ottobre 2019

ore 10,30

 

Villa Glori, piazzale del Mandorlo

presso la Colonna commemorativa

 

 

La Società Mutuo Soccorso “Giuseppe Garibaldi” e l’Istituto Internazionale di Studi “Giuseppe Garibaldi” invitano alla cerimonia commemorativa per il 152° anniversario dello scontro di Villa Glori, avvenuto il 23 ottobre 1867 fra preponderanti forze di guardie svizzere e 78 garibaldini, che tentavano di entrare in Roma per suscitarne l’insurrezione armata, agli ordini di Enrico Cairoli, morto sul campo, e del fratello Giovanni che morirà in conseguenza delle ferite riportate.

Alla cerimonia interverranno Autorità militari e civili, Associazioni d’Arma, Associazioni Risorgimentali della Capitale nonché studenti e insegnanti di alcuni Istituti di Istruzione.

La Banda musicale del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale eseguirà gli inni risorgimentali e di rito durante la deposizione della corona.

Il picchetto armato fornito dal Reparto della Cavalleria “Lancieri di Montebello” renderà gli onori militari.

 

Ufficio Stampa

Cinzia Dal Maso

3289110434

 

 

Ottobre 4th, 2019

 

Nel giorno della festa di San Francesco Patrono d’Italia, mi è tornata alla mente una esperienza per me significativa che ebbi modo di fare nel lontano luglio 1997. Avendo presentato la richiesta con il dovuto anticipo, mi fu infatti possibile rimanere per una intera settimana presso l’Eremo delle Carceri, luogo insigne del francescanesimo primitivo (che si raggiunge da Assisi percorrendo la strada verso la sommità del monte Subasio). Dai pochi frati del convento, una volta giunto sul posto, non mi venne chiesto altro se non la presenza giornaliera alla messa delle 6,30 del mattino. Consumavo in allegria, ricordo, i pasti con loro e dormivo in una suggestiva cella ricavata dalla nuda pietra; con un tempo perfetto che non lasciava davvero presagire il disastroso terremoto di fine settembre dello stesso anno (qui rammentando le immagini del crollo della prima campata della Basilica Superiore di Assisi che fecero il giro del mondo). Un tempo perfetto d’inizio luglio, dicevo. Dopo la messa del primo mattino cui rispettosamente assistevo e successiva colazione, ero libero di andarmene sul Subasio a camminare; e ricordo bene il contrasto fra le verdissime gole della montagna (“fertile costa d’alto monte pende”; PARADISO, XI,45) e il cielo di un azzurro intensissimo. Ma il bello veniva a sera, dopo cena. Invitato dai frati che andavano a dormire a non abbandonare l’Eremo -e chi ne avrebbe avuto voglia immerso com’ero nella sacralità del luogo?- mi recavo a passeggiare lentamente e a lungo nella selva accanto rischiarata da una luna maestosa; l’aria profumatissima e fresca (trovandomi a circa 800 metri di altezza). Io non ricordo in tutta franchezza di essermi confrontato così in profondità e durevolmente con il silenzio e la sua intima musica come in tale e lontana settimana del luglio 1997, nel lecceto dell’Eremo illuminato quasi a giorno dalla luna. In quelle sere una accentuata serenità prendeva piede dentro di me; vuoi per la purezza dell’aria, vuoi per la cosiddetta “impronta psichica” radicata in senso antropologico in un luogo davvero importante della memoria francescana (ebbi modo di apprendere successivamente che proprio l’Eremo delle Carceri rappresenta qui in Italia un “centro energetico” di primaria importanza). Da queste righe credo si sarà compreso che non si trattò, per me, di adesione a buon mercato allo spirito della New Age allora al suo apogeo nel nostro paese; bensì in sostanza di una volontà ferrea di penetrare nelle plaghe misteriose del silenzio (di quel silenzio benedetto da Rilke) la cui musica talvolta a parer mio guarda dall’alto gli stessi venerati Bach, Mozart e Beethoven, per tacer d’altri. Fu a conti fatti, la mia, l’esperienza di una “solitudine abitata” (riferendomi al titolo bellissimo e in pienezza d’ossimoro di un libro rigoroso, pubblicato nel 2006 su Chiara di Assisi da parte della storica Chiara Frugoni). Gli smartphone dovevano essere ancora inventati, nel 1997, e Zuckerberg di anni allora ne aveva tredici (grazie al quale in effetti mi è oggi possibile “condividere” questo mio ricordo). Ma si era comunque alla vigilia se non già con un piede dentro quella odiosa ed eterodiretta sottocultura del fracasso ad ogni costo, in crescita disastrosa e costante in tanti luoghi delle nostre grandi città fino agli esiti letali dei tempi attuali (tempi nei quali “pensare è sconsigliato”, come dice magistralmente in una sua vecchia canzone Francesco Guccini). Concludo a questo punto il presente scritto con i parchi miei versi di quel luglio del 1997 che mi è piaciuto rileggere sere addietro (mia la foto di quel lontano luglio; con la statua bronzea del Santo di Assisi a contemplare il cielo stellato disteso sulla nuda terra):

 

 

DOLCE SENTIRE

 

Sorrideva la luna,

carezzevole l’aria

e le pietre parlanti,

nell’abbraccio dei lecci.

Eremo delle Carceri,

tu sei stato per me

primordiale catino

dove attingere pace.

Ricordarti, al mattino,

credo illumini il giorno.

 

Poesia di Andrea Mariotti inclusa nella silloge Lungo il crinale, Bastogi, 1998.

 

 

Settembre 21st, 2019

 

Lo spirito dei grandi poeti si compiace, voglio immaginare, allorché ci rechiamo a visitare i luoghi dove sono sepolti. Sicché, questa mattina, giunto a Firenze, con trepidazione mi sono diretto verso il cimitero di San Felice a Ema, dove riposa Eugenio Montale insieme alla moglie. Non sarà superfluo rammentare che, in questo 2019, siamo ad ottant’anni esatti dalla pubblicazione delle Occasioni (ottobre 1939), secondo libro del grande Genovese e per molti il suo capolavoro. Precisato che per quanto mi riguarda la maggiore mia considerazione va alla raccolta successiva del poeta, ossia La bufera e altro del 1956 (alla quale ho a suo tempo dedicato un non indegno scritto critico apparso sulla rivista letteraria “I Fiori del Male”), ecco che non ho difficoltà alcuna a riconoscere nelle succitate Occasioni il libro storicamente più “europeo” di Montale (con Giorgio Zampa se non rammento male a ricordare che esso trovava posto nello zaino dei nostri soldati, alla stregua di quanto era accaduto con Rilke sul fronte tedesco). Ma naturalmente queste osservazioni hanno soprattutto lo scopo di introdurre il racconto della forte emozione da me provata in mattinata, al cospetto della tomba di Montale e della moglie. Una tomba fin troppo sobria in tutta evidenza, come si vede in foto, per non dire del tutto anonima; considerando il lustro del maggiore poeta del nostro Novecento, premio Nobel per la Letteratura nel 1975. E proprio per tale forte contrasto la mia emozione è stata profonda e ne parlo, qui. A molti è nota, al dunque, quella che è stata l’umana spiacevolezza di Montale, con puntuali riscontri di cronaca che inducono a fare elegante ricorso alla “sindrome di Wagner”, per rendere più tollerabile lo iato fra la grandezza letteraria del Genovese e la sua statura di uomo. Ebbene, l’ umiltà della sua sepoltura, come si vede nella foto scattata oggi, eserciterà in ogni caso da subito in me un senso di pacificazione a fronte del suddetto iato; nonché un monito a ricordarmi ancor meglio il “dovere ontologico” di un poeta in tempi inebriati dal culto dell’apparire. Essere poeti nella profondità delle proprie fibre. Badando a scrivere e scrivere, e non è poco.

 

Andrea Mariotti